11 marzo 2009

Adolfo Parmaliana: L'accorata ed inascoltata denuncia.





"La mia ultima lettera"
La trascrizione dell'ultima lettera del professor Parmaliana prima del suicidio.



"La Magistratura barcellonese/messinese vorrebbe mettermi alla gogna vorrebbe umiliarmi, delegittimarmi, mi sta dando la caccia perché ho osato fare il mio dovere di cittadino denunciando il malaffare, la mafia, le connivenze, le coperture e le complicità di rappresentanti dello Stato corrotti e deviati. Non posso consentire a questi soggetti di offendere la mia dignità di uomo, di padre, di marito di servitore dello Stato e docente universitario.

Non posso consentire a questi soggetti di farsi gioco di me e di sporcare la mia immagine, non posso consentire che il mio nome appaia sul giornale alla stessa stregua di quello di un delinquente. Hanno deciso di schiacciarmi, di annientarmi.

Non glielo consentirò, rivendico con forza la mia storia, il mio coraggio e la mia indipendenza. Sono un uomo libero che in maniera determinata si sottrae al massacro ed agli agguati che il sistema sopraindicato vorrebbe tendergli.

Chiedete all'Avv.to Mariella Cicero le ragioni del mio gesto, il dramma che ho vissuto nelle ultime settimane, chiedetelo al senatore Beppe Lumia chiedetelo al Maggiore Cristaldi, chiedetelo all'Avv.to Fabio Repici, chiedetelo a mio fratello Biagio. Loro hanno tutti gli elementi e tutti i documenti necessari per farvi conoscere questa storia: la genesi, le cause, gli accadimenti e le ritorsioni che sto subendo.

Mi hanno tolto la serenità, la pace, la tranquillità, la forza fisica e mentale. Mi hanno tolto la gioia di vivere. Non riesco a pensare ad altro. Chiedo perdono a tutti per un gesto che non avrei pensato mai di dover compiere.

Ai miei amati figli Gilda e Basilio, Gilduzza e Basy, luce ed orgoglio della mia vita, raccomando di essere uniti, forti, di non lasciarsi travolgere dai fatti negativi di non sconfortarsi, di studiare, di qualificarsi, di non arrendersi mai, di non essere troppo idealisti, di perdonarmi e di capire il mio stato d'animo: Vi guiderò con il pensiero, con tanto amore, pregherò per voi, gioirò e soffrirò con voi.


Alla mia amatissima compagna di vita, alla mia Cettina, donna forte, coraggiosa, dolce, bella e comprensiva: ti chiedo di fare uno sforzo in più, di non piangere, di essere ancora più forte e di guidare i nostri figli ancora con più amore, di essere più buona e più tenace di quanto non lo sia stato io.

Ai miei fratelli, Biagio ed Emilio, chiedo di volersi sempre bene, di non dimenticarsi di me: vi ho voluto sempre bene, vi chiedo di assistere con cura e amore i nostri genitori che ne hanno tanto bisogno. Alla mia bella mamma ed al mio straordinario papà: vi voglio tanto bene, vi mando un abbraccio forte, vi porto sempre nel mio cuore, siete una forza della natura, mi avete dato tanto di più di quanto meritavo. A tutti i miei parenti, ai miei cognati, ai miei zii, ai miei cugini, ai miei nipoti, a mia suocera: vi chiedo di stare vicini a Gilda, a Basilio ed a Cettina. Vi chiedo di sorreggerli.

Ai miei amici sarò sempre grato per la loro vicinanza, per il loro affetto, per aver trascorso tante ore felici e spensierate. Alla mia università, ai miei studenti, ai miei collaboratori ed alle mie collaboratrici sarò sempre grato per la cura e la pazienza manifestatemi ogni giorno. Grazie. Quella era 1° mia vita. Ho trascorso 30 anni bellissimi dentro l'università innamorato ed entusiasta della mia attività di docente universitario e di ricercatore.
I progetti di ricerca, la ricerca del nuovo, erano la mia vita. Quanti giovani studenti ho condotto alla laurea. Quanti bei ricordi.

Ora un clan mi ha voluto togliere le cose più belle: la felicità, la gioia di vivere, la mia famiglia, la voglia di fare, la forza per guardare avanti.

Mi sento un uomo finito, distrutto. Vi prego di ricordarmi con un sorriso, con una preghiera, con un gesto di affetto, con un fiore. Se a qualcuno ho fatto del male chiedo umilmente di volermi perdonare.

Ho avuto tanto dalla vita. Poi, a 50 anni, ho perso la serenità per scelta di una magistratura che ha deciso di gambizzarmi moralmente. Questo sistema l'ho combattuto in tutte le sedi istituzionali. Ora sono esausto, non ho più energie per farlo e me ne vado in silenzio. Alcuni dovranno avere qualche rimorso, evidentemente il rimorso di aver ingannato un uomo che ha creduto ciecamente, sbagliando, nelle istituzioni.

Un abbraccio forte, forte da un uomo che fino ad alcuni mesi addietro sorrideva alla vita".(15 ottobre 2008)

http://espresso.repubblica.it/dettaglio//2044785/&print=true
la triste vicenda del professor Parmaliana:
"La morte di un cittadino perbene"

http://danieleandaloro.blogspot.com/2009/03/adolfo-parmalianaluomo-che-si-e-dimesso.html

"L'accorata ed inascoltata denuncia di Parmaliana".

Adolfo Parmaliana faceva il suo dovere di politico e cittadino, esponendo gli atti irregolari ed illeciti dell'amministrazione comunale di Terme Vigliatore, alla Procura di Barcellona P.G. la quale, a sua volta, faceva prescivere i reati. Adesso, dopo la sua tragica scelta, dopo ricerche, veniamo a conoscenza di questi atti, che proporremo a tempo debito, che Adolfo Parmaliana sconosceva. Riteniamo Nostro dovere morale, che la verità venga fuori, perché questa "magistratura barcellonese/messinese..." ha portato alla morte un Uomo. Riportiamo di seguito ciò che scrisse, in data 02 Ottobre 2002, l'allora Sostituto Procuratore Generale Dr. Marcello Minasi.
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Fra il 1995 e 1998 Adolfo Parmaliana propose numerose denunce contro l'amministrazione comunale di Terme Vigliatore rubricate ai nn. Rgnr 9/95, 53/95, 476/96, 178/97, 1086/97, 299/98, 644/98, della Procura di Barcellona P.G. ed assegnate dall'allora capo Rocco Sisci al Sostituto Procuratore Canali Olindo.
Non avendo risposte Adolfo Parmaliana si rivolse alla Procura Generale per l'avocazione dei procedimenti.
Dal 1998 il Sostituto Procuratore Generale Dr. Marcello Minasi chiese costantemente notizie di questi procedimenti e nel 2002 non potè che avocare le indagini e così scrisse il 02.10.2002 nella richiesta di archiviazione (che dovette formulare essendo ormai scaduti i termini di prescrizione, richiesta dovutamente accolta dal GIP che non potè che rilevare l'intervenuta prescrizione):

"Risulta dagli esposti del Parmaliana, .... un impressionante spaccato di malcostume, cattiva amministrazione, inefficienza, manipolazione dei pubblici poteri per interesse personale, impudente confusione tra la funzione pubblica ed il privilegio personale e familiare che certamente non hanno trovato una adeguata risposta né negli organi giurisdizionali né da quelli di controllo amministrativo e contabile ...quei comportamenti che integrano la fattispecie dell'abuso d'ufficio e dell'omissione degli atti d'ufficio risalgono ... i più recenti al 1995 ... pertanto già da alcuni anni tali reati si sono prescritti senza che sia stato fatto alcun atto di interruttivo o addirittura senza alcun atto di indagine. Resta da esaminare la sussistenza dell'unico reato ipotizzabile a prescrizione decennale e cioè il reato di falso in atto pubblico, sotto forma del falso ideologico (art. 479) piuttosto che quello materiale, così come iscritto a Registro Generale. Sotto questa fattispecie possono essere compresi tutti i numerosi comportamenti relativi a reiterati e macroscopici falsi nella redazione del bilancio del comune rilevati dagli stessi revisori dei conti o più volte denunciate dallo stesso esponente ........"


Ed aggiunse - (esattamente sei anni prima, come se una mano superiore Lo guidasse e premonisse il futuro), un'orazione di immensa grandezza che resterà per sempre negli atti dello Stato Italiano -
"In conclusione dalla miriade degli atti irregolari, illegittimi ed illeciti resta la accorata ed inascoltata denuncia del Parmaliana ......... sì che non appare eccessiva la descrizione del comportamenti degli organi preposti al controllo di legittimità ed efficienza ed alla repressione degli illeciti come "silenzio dello stato".

Grazie Dott. Minasi, questo era Adolfo Parmaliana che altra magistratura barcellonese-messinese ha portato alla morte.

Il Procuratore Generale Dott. Marzachì inviò gli atti alla Procura di Reggio Calabria che avvio un procedimento penale a carico del Dott. Olindo Canali per il reato di abuso (ma non di omissione) e dopo due anni (e noi aggiungiamo di inconsistenti ed errate) indagini ne chiese l'archiviazione (sul punto chiederemo gli opportuni chiarimenti e Vi informeremo). Anche Adolfo Parmaliana il 02.02.04 denunciò alla Procura di Reggio Calabria la Procura di Barcellona P.G.. Il GIP archiviò.

Adolfo Parmaliana non ha conosciuto questi atti e se oggi egli fosse con noi scriverebbe:


"Tanti dovrebbero scappare ... se avessero dignità !"



Comunicato n.1 - 24/4/2009 - Terme Vigliatore

altri articoli da illume.it:http://www.illume.it/rassegna-stampa/183-luomo-che-si-e-dimesso-dalla-vita.html

http://www.illume.it/rassegna-stampa/129-codice-parmaliana.html

http://www.illume.it/attivita-politica/2006/153-lettera-ai-verici-dei-ds.html
fonte: illume.it
In ricordo di Adolfo Parmaliana "Un uomo che sorrideva alla vita"
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