19 aprile 2009

Nigel Kennedy, il violino “punk”..

La missione del violinista e violista Nigel Kennedy è diffondere la musica classica presso il pubblico giovane: vuoi con il suo look (ed il suo atteggiamento) vagamente “punk”, vuoi con uno stile la cui aspirazione è far coesistere le tecniche improvvisative di Jimi Hendrix con il repertorio di Beethoven... Amato ed odiato in egual misura dal mondo accademico, nel 2000 Kennedy ha diviso il palco della Royal Albert Hall di Londra con gli Who per una emozionante versione del loro classico “Baba O’Riley”, ed ha in repertorio diversi pezzi di Kate Bush.



Daniel Barenboim.
(Buenos Aires 1942), pianista e direttore d’orchestra argentino naturalizzato israeliano. Dopo il debutto all’età di sette anni, lasciò l’Argentina con i genitori, entrambi insegnanti di pianoforte, trasferendosi in Europa (dove nel 1952 si esibì al Mozarteum di Salisburgo) e poi in Israele. Qui nel 1962 esordì come direttore d’orchestra, intraprendendo una carriera che subito richiamò l’attenzione della critica e del pubblico. Criticato talvolta per la sua foga irruente, Barenboim finì con l’imporsi come uno dei maggiori direttori del mondo e come pianista di grande sensibilità.
Dotato di un repertorio meno ampio come pianista che come direttore, è particolarmente rinomato come interprete dell’opera wagneriana. Nelle sale da concerto come in quelle di incisione lavorò con grandi solisti, tra cui il pianista Arthur Rubinstein, i cantanti Janet Baker e Dietrich Fischer-Dieskau, il violinista Itzhak Perlman e la violoncellista Jacqueline Du Pré, che sposò nel 1967. Dal 1991 al 2006 ricoprì la carica di direttore musicale della Chicago Symphony Orchestra. Direttore a vita della Deutsche Staatsoper di Berlino, nel 2006 Daniel Barenboim è stato nominato Maestro scaligero dal Teatro alla Scala di Milano.
Se oggi si deve pensare a un musicista che attribuisce al proprio mestiere anche un significato, o forse un’utopia, etici - come accadde con Arturo Toscanini e quanto rappresentò per milioni di uomini - il primo nome che viene alla mente, in modo legittimo, è il suo. Grande interprete wagneriano, ma anche - inevitabile il rimpianto per la breve stagione di concerti con sua moglie, la violoncellista Jacqueline Du Pré, troppo presto scomparsa - solista e camerista sensibile alla creatività del nostro tempo. Musicista di talento e di spessore, suscitatore di energie e di progetti, costruttore e provocatore.
"Bisogna essere molto coscienti di quello che è l’orecchio".
Per esempio: quando un bambino che deve imparare ad attraversare la strada gli si dice: guarda a sinistra e guarda a destra per vedere se arriva una macchina. Tutta la nostra educazione oggi è basata sull’aspetto visuale invece bisognerebbe prendere cura dell’orecchio, svilupparlo;
l’orecchio è molto importante anche per la memoria. Se voglio ricordarmi il suo numero di telefono e non ho nulla su cui scriverlo lo ripeto ad alta voce o lo faccio ripetere da lei per ricordarlo. Cosa vuol dire questo? che c’è qualcosa che entra nell’orecchio e va direttamente all’intelligenza e che va dunque alla memoria".(Daniel Barenboim)
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