8 giugno 2009

"D'Amore si vive" - di Silvano Agosti


Una ricerca sulla tenerezza, la sensualità e l'amore.
La tenerezza senza sessualità e amore produce ipocrisia;
La sessualità senza tenerezza e amore produce pornografia;
L'amore senza tenerezza e sessualità produce misticismo.
Silvano Agosti

"D'amore si vive", inizialmente concepito per la tv. Girato a Parma e provincia, intervistando sei persone dal profilo molto diverso tra loro, per tentare una riflessione su amore, sesso e tenerezza. Agosti intervista una mamma con un difficile rapporto col sesso, una tossicodipendente, un transessuale, una anziana prostituta, un travestito e un bambino. Assolutamente straordinario quest'ultimo: precocissimo eppure di un candore assoluto, mostra una cosa che solitamente viene censurata o omessa, qualcosa che si considera oscena o addirittura inconcepibile: la coscienza sessuale di un bambino. Non che all'epoca della sua uscita lo abbiano visto in molti, ma la sensazione è che oggi, ventitre anni dopo, in quella stessa Italia, risulterebbe ancora più sconveniente.

Per molti che non hanno troppa familiarità col suo cinema, Silvano Agosti è ancora, testualmente, “quello che lavora coi matti”. A metà degli anni ’70 fece rumore la denuncia di Matti da slegare, film diretto con Marco Bellocchio, Stefano Rulli e Sandro Petraglia, (questi ultimi due, sceneggiatori di "I Cento Passi" di Marco Tullio Giordana) dedicato alla condizione dei malati di mente prima della legge Basaglia. Sulle battaglie del promotore dell’antipsichiatria sarebbe tornato, più poeticamente, nel 2000 con La Seconda Ombra, ma l’opera personalissima e la sensibilità del regista bresciano cominciano prima e guardano al di là di questo soggetto.
Estraneo ai circuiti della grande distribuzione, Agosti vive senza rimpianti una rigorosa autonomia artistica e produttiva che è prima di tutto indipendenza di pensiero. Nelle due sale dell’Azzurro Scipioni, che gestisce nel quartiere Prati a Roma, trovano spazio i capolavori della storia del cinema e film scelti tra le produzioni odierne.

"Non ho paura di morire: al mattino vivo l’emozione della nascita, la sera quella dell’addormentamento, piccola allusione che la natura fa alla morte. Chi va a letto dopo una giornata intensa non chiede che di dormire; dopo una giornata scialba invece, dormi sonni inquieti e al risveglio sei un immondo insetto, come Gregor Samsa nella Metamorfosi di Kafka".
Il cinema industriale è terrorizzato dal cinema d’autore. Per questo sto facendo della mia sala un piccolo Louvre: proietto le opere degli autori immortali, con un occhio al buon cinema attuale.
In questo paese non c’è quasi più nulla di creativo perché è diventato tutto “esecutivo”. Le persone che occupano posti di potere, quasi tutte, invariabilmente mi fanno pensare a quei bambini che toccano il volante dell’automobile del papà facendo Vvvrrroumm vvvrrroumm, e si esaltano quando il padre li lascia credere, sterzando appena un po’, che la macchina vada dove vogliono loro".
(Silvano Agosti) fonte: crakweb.it
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