21 giugno 2009

Maurizio Pollini: la perfezione della Musica



L'appartenenza ad una famiglia della borghesia illuminata milanese ha influito sulla sua vasta formazione extra-musicale (Pollini può essere considerato un intellettuale a tutto tondo) e sulla scelta di impegnarsi, in varie occasioni, anche in campo politico e sociale.
Considerato uno dei più grandi pianisti della nostra epoca, è particolarmente famoso per le sue interpretazioni di Beethoven, Schubert, Chopin, Schoenberg, e Webern. Ha frequentato spesso anche compositori del periodo classico, come Wolfgang Amadeus Mozart, romantico e tardo-romantico, in particolare Schumann, Liszt e Brahms.
Pollini è noto per la sua tecnica sopraffina e l'assoluta padronanza dello strumento. Nell’arco della sua carriera, ha concentrato l’attenzione sulla limpidezza e la perfezione della qualità del suono, e ha effettuato una profonda ricerca sui dettagli interpretativi, anche minimi, dei compositori che ha affrontato.

"Resto convinto che sia necessario investire e rischiare nella musica d´arte, cercando di comprenderne le caratteristiche e le possibilità di sviluppo, com´è accaduto nel campo delle arti visive, dove opere di autori del nostro tempo sono entrate nel mercato grazie a una decisa presa di posizione dei mercanti. Nella musica questo non accadrà finché non si avrà il coraggio di muoversi energicamente, puntare, credere».

«Interrogare Chopin, provare ad addentrarmi nel suo incredibile mistero: è proprio quanto io cerco di fare. C´è una componente infinitamente problematica nella musica di questo compositore molto più complesso di quel che si crede. Sapeva trovare con facilità temi e melodie affascinanti, di immensa forza comunicativa, e attraverso un minuzioso lavoro di lima portava i pezzi a un´assoluta perfezione formale. Dal punto di vista timbrico scoprì una scrittura ai massimi livelli di seduzione. Ma a ciò si unisce una sostanza compositiva di profondità formidabile, che preme sotto la superficie incantatoria. E lui, Chopin, sembra difendere il mistero della propria musica. Arrivare a quell´essenza è difficilissimo, da decenni lavoro in tale direzione. Interpreterò una serie di opere di Chopin anche a Roma per Santa Cecilia, il 14 marzo, in un concerto la cui prima parte è dedicata a Schumann».

«La realtà artistica contiene in sé già tutto. Il modo in cui un artista si dedica al proprio lavoro basta a capire la sua presa di posizione anche ideologica e politica nei confronti del mondo. Ci sono stati autori che non hanno mai voluto occuparsi di politica, e che hanno espresso in modo compiuto la loro relazione con la realtà attraverso l´arte. Ciò che penso non solo per i musicisti, ma per tutti, è che il rapporto con la politica, in Italia, dovrebbe essere tanto più radicato e diffuso. Da noi manca, o è a livelli minimi, una vera partecipazione dei cittadini alla vita pubblica. Il primo passo per affrontare le difficoltà di questo Paese sta nel superare il tremendo scollamento tra cittadini e istituzioni». (MAURIZIO POLLINI)
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