6 agosto 2009

"Cocaine": la famosa polverina bianca.



di Silvano Agosti

Dalla Colombia arriva un regista, certo Diego Leon, e mi chiede di montare un suo documentario intitolato Columbian Connection.Vedo il materiale e mi sembra ci sia la possibilita’ di spiegare come la droga, in questo caso la cocaina, sia una delle più drammatiche truffe perpetrate nei confronti dell’umanità.
Arriva dall’Inghilterra anche Andrew While, uno dei massimi esperti droghe. Lui con quella sua immensa barba ricorda il volto severo e spazioso di Carlo Marx e sostiene di averle provate tutte le droghe esistenti, anche quelle che non sono ancora arrivate sul mercato europeo. Le ha provate tutte ma solo una volta.
Mi stupisce una sua tesi sul tabacco, che afferma di massima pericolosità la dipendenza dal fumo.
Il fumo delle sigarette, a dire del grande esperto, è una dipendenza difficilissima da sconfiggere.
“Più dell’eroina?” Chiedo.
“Più dell’eroina.” Risponde pacifico.
Sostiene anche che i massimi poteri occulti, abbiano deciso di espandere il mercato della cocaina perché a differenza dell’eroina (aids) e del fumo (cancro) sembra essere la droga che uccide più lentamente di tutte. E a suo parere tutte le recenti campagne contro il fumo e in pratica l’assenza quasi totale dell’eroina hanno lo scopo di spingere al massimo il consumo della cocaina.
Quando finisco il montaggio del film, l’opera riscuote l’approvazione sia del regista che dell’esperto. Abbiamo fatto un film vedendo il quale un cervello minimamente funzionante si discosta per sempre dal mondo della droga.
Il regista la sera verso le nove per la prima volta mi viene a trovare senza preavviso e mi dice sorridendo.
“Dobbiamo festeggiare la fine del magnifico film.”
Lo faccio entrare e lui con sconcertante e radiosa espressione del volto mi porge un piccolo pacchetto bianco.
“Apri.” Mi dice.
Schiudo il pacchettino e appare della polverina bianca,
la famosa polverina bianca.
“E’ per me?” Chiedo.
“Perfectamente tua.” Dice Diego con forte accento sudamericano..
“Grazie, vieni che la vado a consumare.” Attraversiamo la casa fino al bagno e io, dopo aver buttato la bustina nel water tiro l’acqua.
Con un guizzo portentoso il regista si tuffa sul water e infila il braccio nellla speranza di riacciuffare la bustina per lui tanto preziosa.
Infatti oltre al guizzo urla “Che fai sei impazzito?”
Non desidero descrivere le condizioni in cui il suo braccio esce dalla toilette.
“Peccato che non abbiamo filmato, sarebbe stato bello finire il film con questa scena”.
“Tu sei pazzo.” Mormora lui grondante di umiliazione.
Per mio conto penso al dato surreale che per alcuni mesi ci siamo occupati di fare un film contro qualsiasi uso di droga.

Il cinismo spietato con cui si rivelano nelle intercettazioni,
gli appartenenti alla Camorra è spiegabile solo con un forte uso di droga. Droga più disperazione = violenza assoluta.


Rimango convinto che il solo mezzo per ritrovare una socialità umanamente credibile sia quella di dare ad ognuno una risposta alle esigenze elementari. Ovvero lo Stato se volesse risparmiare immense somme di denaro e un’incredibile quantità di vite dovrebbe fornire ad ogni cittadino una casa, un pranzo gratuito quotidiano al ristorante, un lavoro di poche ore.
Per far questo abbiamo calcolato che basterebbero i soldi che ogni anno si spendono in questo paese per le prostitute, la droga e le armi.


Il problema è che una umanità serena sarebbe un dato oltremodo imbarazzante per ogni forma di potere se non altro perché appunto qualsiasi forma di prevaricazione sarebbe delegittimata e piuttosto improbabile.


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