18 agosto 2009

A Gela, arsenico nel sangue. 32 mila persone avvelenate














La notizia, scremata da inutili orpelli, è la seguente: l'OMS ha scoperto che nelle vene degli abitanti di Gela e dintorni (CL) scorre una altissima quantità di arsenico. Il 20% delle 262 persone monitorate per alcuni mesi hanno il sangue avvelenato. Questo vuol dire che su circa 160 mila abitanti (contando quelli dei due paesini vicini, Butera e Niscemi) 32 mila risultano avvelenati dall' arsenico.
La novità non sta nella notizia in sè, poiché è risaputo che il petrolchimico di Gela è, da 40 anni, il maggior responsabile di tumori, avvelenamenti, malformazioni dei feti in quell'area (tra le più inquinate al mondo). Ma quello che oggi fa notizia è il fatto che dopo 40 anni l'OMS si è preso la briga di monitorare la situazione, insieme al CNR, sotto il coordinamento di Fabrizio Bianchi, il quale parla chiaro: "L'impatto ambientale è indubitabile. In mare, nelle acque, sulla terra ci sono concentrazione di metalli superiori fino a un milione di volte i livelli accettabili. L'arsenico non era già presente in forme naturali, come dice qualcuno, ma è stato immesso dall'uomo. La 'pistola fumante'? Diciamo che abbiamo trovato i proiettili, ora dobbiamo capire chi ha sparato".
Questa è la notizia. Le nostre considerazioni a riguardo non assolvono di certo quanti avrebbero potuto fare e non hanno fatto, in tutti questi anni. L'arsenico, oltre a provocare tumori anche alle vie respiratorie, può persino modificare il DNA. A questo, si aggiungono gli altri metalli pesanti presenti in quell'area, fra i quali il piombo e il mercurio.
Ma 32 mila persone avvelenate, le morti per cancro, le malformazioni dei feti... sono il prezzo pagato per che cosa? Per l'industrializzazione e il conseguente benessere della Sicilia? Falso! Il petrolio raffinato a Gela va al già ricco Nord. Va a Milano.
Se si contano i lavoratori di quel petrolchimico e del suo indotto, il numero è persino inferiore a 32 mila, non c'è neppure un'equazione! Neppure un pretesto per dire 'tanto pari a tanto'. E anche se quei lavoratori fossero 32 mila, di certo, se andiamo a vedere, non navigano nel lusso e Gela non è diventata una città avanzata dal punto di vista dei servizi, anzi. E poi c'è anche da dire che non sono neppure i lavoratori dell'Enichem le maggiori vittime dell'avvelenamento, i casi riguardano anche altre categorie di persone, fra cui casalinghe e mamme. Ne è valsa davvero la pena costruire quel petrolchimico, senza alcuna tutela per l'ambiente e per l'Uomo?

http://italianimbecilli.blogspot.com/2009/08/gela-arsenico-nel-sangue-32-mila.html
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