6 settembre 2009

Martha Argerich, la più grande pianista del mondo..





Una delle cose che sentivo più di frequente raccomandarmi dai miei insegnanti di pianoforte, ai tempi del Conservatorio, era di "non suonare come una signorina di buona famiglia!", di solito seguito da qualche colorita imprecazione.
Per il Concerto n° 3 in re minore di Sergej Rachmaninoff ho sviluppato da tempo una discreta ossessione. Lo rispolvero in ascolto soprattutto quando sono giù, perché mi funge da catarsi. E' noto. Il Rach3 è un concerto monumentale, il brano più difficile del mondo da suonare, un'impresa per qualunque pianista, un mostro che potrebbe divorarti già durante la famosa cadenza del primo tempo.
Ascoltatela e capirete cosa volevano dire i miei insegnanti. Forse bastava che mi raccomandassero di suonare come Martha Argerich.
Ebbi la fortuna di ascoltare Martha dal vivo in concerto negli anni settanta, a Genova, ma non mi resi conto allora della genialità di questa pianista. E' proprio vero che da giovani si è capaci di non rendersi conto degli angeli che ti sfiorano.
Può capitare di ricevere un'illuminazione solo alle soglie della maturità.
Bene, oggi, dopo la recente riscoperta, grazie al Rach3 e a tutta una serie di altre interpretazioni che ho scovato, tra le quali i sorprendenti "Yeux d'eau" di Maurice Ravel, "Funerailles" di Franz Liszt e la Ballata n° 1 di Chopin, posso dire che per Martha ho una vera e propria venerazione. Una donna straordinaria, oltre che un genio musicale, come dimostrano le interviste e i documentari su di lei.

Signore, se rinasco, voglio essere Martha Argerich.

fonte: Il blog di Lameduck

l'intervista qui


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