20 ottobre 2009

Agnese Borsellino: ''Paolo temeva spie castello Utveggio''


Palermo. "Stranamente negli ultimi giorni che precedettero via d'Amelio, mio marito mi faceva abbassare la serranda della stanza da letto, perché diceva che ci potevano osservare dal Castello Utveggio".
E' un passaggio dell'intervista rilasciata a La Storia Siamo Noi di Rai Educational, da Agnese Borsellino, la moglie del magistrato ucciso assieme agli agenti della scorta nella strage di via D'Amelio. L'intervista andrà in onda domani alle 23.30 su RaiDue. Il castello Utveggio si trova sul monte Pellegrino e domina dall'alto la città di Palermo; secondo alcuni esperti di mafia, tra cui l'ex consulente di diverse Procure Gioacchino Genchi, sarebbe stato un punto di osservazione da parte di apparati dei servizi segreti. La vedova parla della reazione del marito dopo la strage di Capaci in cui fu assassinato l'amico Giovanni Falcone e ricorda gli "angeli", gli agenti di scorta che seguivano Paolo Borsellino. Dopo Capaci, Agnese Borsellino sostiene che le misure di protezione nei riguardi del marito non sono state all'altezza: "Ritengo che mio marito è stato abbandonato al suo destino di morte. Così come lui ha detto. C'erano stati tanti segnali". Riguardo i punti ancora oscuri della strage di via D'Amelio, la vedova Borsellino afferma: "Ho fiducia nel tempo. Non voglio vendetta, voglio sapere la verità, perché è stato ucciso, chi ha voluto la sua morte e perché lo hanno fatto e non voglio nient'altro. Ho tanta pazienza e tanta fiducia. Magari subito no, ma con il tempo la verità si saprà, perché gli italiani come me vogliono sapere perché è stato ucciso un uomo che era il simbolo della bontà".
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