17 ottobre 2009

Processo Dell'Utri: Provenzano e i voti per Forza Italia



Marcello Dell'Utri: "..abbiamo uomini e mezzi per convincerla a pagare"..!

Nel giorno in cui alcuni tra i più importanti quotidiani italiani pubblicano il contenuto del papello, con il quale la mafia a cavallo tra il 92 ed il 93 chiede allo Stato una contropartita in cambio di una tregua alle stragi che insanguinavano il Paese, si è svolta a Palermo unaltra udienza del Processo dAppello a carico del Senatore del Popolo della Libertà Marcello DellUtri che si difende dalla condanna in primo grado a nove anni e sei mesi di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa.
Il Procuratore Generale Nino Gatto davanti ai Giudici della seconda sezione penale ha proseguito la propria requisitoria trattando un'altra serie di vicende che dimostrerebbero la chiara collusione di Dell'Utri con l'organizzazione mafiosa.
E' stata ripercorsa, in aula, la vicenda del tentativo di estorsione consumato ai danni del titolare della Pallacanestro Trapani, Vincenzo Garraffa, e commesso da Marcello Dell'Utri attraverso la pretesa restituzione della metà di una somma di denaro frutto di una sponsorizzazione da parte di Birra Messina, un marchio all'epoca di proprietà del gruppo Heineken-Dreher, a beneficio della squadra di pallacanestro di Trapani che nella stagione 1990-91 militava nel campionato di A2 Maschile.
Fu grazie alla mediazione di Publitalia evidenzia il PG che Birra Messina sponsorizza la squadra che in quell'anno guadagnerà la promozione alla categoria superiore.
Un miliardo e cinquecento milioni di lire complessivi la cui metà, l'imputato Marcello DellUtri, pretendeva di avere restituita in nero.
Garraffa si oppose chiedendo, come condizione necessaria per la restituzione di qualunque somma, la produzione di una pezza giustificativa.
La vicenda, giudiziariamente accertata dal Tribunale di Milano la cui condanna a carico di DellUtri ha superato il vaglio della Cassazione divenendo definitiva, è utile per dimostrare gli stretti legami tra DellUtri ed alcuni mafiosi.
Vincenzo Garraffa presumibilmente nei primi mesi del 92 e comunque prima della sua elezione al Senato in forza al Partito Repubblicano, ricevette la visita dei mafiosi Michele Buffa e Vincenzo Virga, capo mandamento di Trapani, i quali lo sollecitarono a risolvere la controversia sorta con PUBLITALIA. Quando Garraffa chiese loro per conto di chi si fossero presentati in ospedale a trovarlo questi risposero degli amici. Garraffa insistette per sapere quali fossero questi amici e fu fatto il nome di Marcello DellUtri. Al suo ennesimo rifiuto Virga andò via lasciando Garraffa con un riferirò e se ci sono novità la verrò a trovare.
In altra occasione, invece, è stato proprio Marcello DellUtri a rivolgersi al Garraffa in questi termini: Abbiamo uomini e mezzi per convincerla a pagare.
Il secondo, e più importante capitolo dell'odierna parte di requisitoria svolta dal Procuratore Gatto davanti alla Corte presieduta da Claudio dall'Acqua, riguarda il rilievo delle implicazioni politiche alla luce dei rapporti tra Marcello DellUtri e soggetti organici a Cosa Nostra rispetto alla nascita di Forza Italia.
Dopo le stragi Cosa Nostra cambia strategìa. Falliti forse solo in parte stando alle notizie di queste settimane i tentativi di disporre ad esclusivo uso e consumo di personaggi politici di rilievo comincia a fermentare l'idea di costituire un movimento, un partito politico, diretta espressione della borghesia mafiosa siciliana.
Nasce da qui l'idea di Sicilia Libera!
FONTE: IDVstaff

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