12 novembre 2009

Giuseppe Buzzanca e Lorenzo Italiano























In occasione della commemorazione del 20esimo anniversario della Caduta del Muro di Berlino, domenica 8 novembre 2009, presso la Sala rotonda Diana di Milazzo, si è svolto un incontro organizzato dai rappresentanti delle varie compagini provinciali e locali di Azione Giovani/Giovane Italia.
Hanno preso parte all’evento l'on.Santi Formica, l'on.Peppino Buzzanca, attuale sindaco di Messina e il sindaco di Milazzo Lorenzo Italiano del PDL. A presiedere l’incontro era stato invitato il senatore Domenico Nania, il quale però ha pensato di dispensare della sua presenza, la piccola assemblea accorsa.
L’evento voleva essere una riflessione che prendesse spunto dall’avvenimento storico, che ha sancito il crollo del regime comunista della Germania orientale, per ribadire l’impegno e l’azione di queste forze politiche locali sul territorio, come un chiaro segno di continuità verso una storia che esibisce sempre le sue rivendicazioni.
Ma la storia come si sa non ha colore politico e così accanto ai trofei del passato emergono le rivendicazioni della storia recente.
E se spunto di questo incontro della storia, diventa un volantino, il risentimento degli onorevoli nostrani si palesa immediatamente, al punto da far diventare quella provocazione, oggetto di discussione per il resto dell’incontro.
Questo anonimo volantino, entrato nella sala attraverso qualche oppositore clandestino, dopo essere passato di mano in mano, raggiunge celermente il sorridentissimo Sindaco Lorenzo Italiano.
Dopo la presa visione del suo contenuto da parte degli intervenuti, l’on. Buzzanca, prendendo la parola, si è prima soffermato a dare lettura pubblica di tale scritto e dopo, imitando il nostro Premier Silvio Berlusconi, ha lanciato un’ invettiva denunciando apertamente l'artefice di tale "misfatto" e definendo l’atto come l’azione di un "comunista"!

Questo il volantino:

“La Messina Massona: Indagine nata da un pentito. E c’é il nome di Domenico Nania.

di Giuseppe Giustolisi (Il Fatto Quotidiano)


Barcellona Pozzo di Gotto. Ancora una volta quel bubbone di affari sporchi, poteri occulti e coperture istituzionali, mai interamente disvelate, torna ad essere oggetto di indagine della magistratura. Ancora una volta c’è di mezzo l’ombra della massoneria e della mafia. Tre giorni fa la Polizia di Messina ha eseguito una perquisizione, su ordine dei magistrati della Dda Angelo Cavallo e Giuseppe Verzera, nell’appartamento dove si riunivano gli esponenti della loggia massonica coperta Ausonia. E i poliziotti si sono trovati davanti a uno scenario fatto di teschi, candelabri e arredi tipicamente massonici. Un campionario di oggetti posto sotto sequestro, insieme agli elenchi degli associati, tra cui medici, avvocati, insegnanti e imprenditori. Sei persone sono state identificate, fra cui il Gran maestro Carmelo La Rosa, medico di Barcellona Pozzo di Gotto e proprietario della casa. Tutto nasce dalle dichiarazioni di Maurizio Marchetta, ex Presidente del Consiglio comunale di Barcellona (An), un imprenditore finito nelle carte dell’inchiesta di mafia Omega e massone dichiarato del Grande Oriente d’Italia, loggia Eugenio Barresi. Dal gennaio del 2009 collabora con la giustizia e ha raccontato ai magistrati che anche grazie a questa loggia sarebbero stati condizionati appalti e assunzioni pubbliche. “Posso riferire di forme di condizionamento determinate dall’attuale sindaco di Barcellona Candeloro Nania. Il sindaco ha imposto a privati proprietari di terreni, che hanno ottenuto grazie a lui l’aumento dell’indice di cubatura, le progettazioni e le successive costruzioni con professionisti da lui stesso scelti”. Sempre dallo stesso verbale salta fuori il nome di un altro Nania, il più famoso senatore di An, Mimmo, cugino del sindaco: “In questo gioco di potere, in particolare, è coinvolto, con la sua influenza, il senatore Mimmo Nania”. Le vicende oggetto dell’inchiesta, insieme ai nomi dei due cugini politici, comparivano già nella richiesta di scioglimento per mafia del comune di Barcellona Pozzo di Gotto, avanzata dal Prefetto di Messina tre anni al governo Prodi, rimasta senza esito. Anche allora sindaco del comune di Barcellona era Candeloro Nania.

Autore: Giuseppe Giustolisi (“Il Fatto Quotidiano”, 28 ott. 2009)

In realtà nessuna cospirazione comunista, ma solo il racconto di fatti, oggetto di indagini da parte della magistratura, la cui esternazione pubblica ha destato la fortissima preoccupazione degli onorevoli tutti “davanti a questi fatti”!
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