15 novembre 2009

Svjatoslav Richter, "la luce della sua Musica"!



Crebbe a Odessa e la sua prima formazione musicale fu in prevalenza da autodidatta. La sua vera passione giovanile, furono le opere liriche di Verdi, Wagner e Puccini piuttosto che i lavori pianistici dei grandi autori ottocenteschi, che poi sarebbero diventati una pietra miliare del suo repertorio. Divenne anche noto per aver saltato delle lezioni obbligatorie al conservatorio ed essere stato espulso per due volte durante il primo anno. L'occidente iniziò a conoscere Richter e la sua fama grazie a delle registrazioni eseguite durante gli anni cinquanta. Non gli fu permesso di recarsi in tour negli Stati Uniti fino al 1960, ma quando ciò avvenne le sue tournée furono memorabili. Le grandi sale da concerto comunque non erano particolarmente amate da Richter, che preferiva un ambiente più intimo, in tarda età volle suonare quasi sempre in piccole sale, quasi oscurate, a volte con una sola piccola lampada che illuminava pianoforte e leggìo. Morì a Mosca mentre stava preparando una tournée concertistica, all'età di ottantadue anni. Tra le incisioni più famose, ci restano le sue registrazioni delle opere di Franz Schubert, Ludwig van Beethoven, Johann Sebastian Bach (il cui Clavicembalo ben temperato si dice che sia stato imparato a memoria di getto in un mese), Frederic Chopin, Franz Liszt, Sergej Prokof'ev, Sergej Rachmaninov e tanti altri. La critica lo ritiene uno dei più fini interpreti delle opere per pianoforte di Robert Schumann. Il segreto della sua memoria (per molti anni suonò impegnativi programmi senza spartito ma in seguito abbandonò questa abitudine, che in tarda età stigmatizzò come un vezzo inutile), era semplicemente il risultato della straordinaria abnegazione con cui si applicava nello studio: si dice che studiasse in media 10-12 ore al giorno (anche se lui stesso smentì quest'affermazione, dicendo che non superava mai le tre ore). La forza e la padronanza dello strumento acquisite con questo impegno hanno fatto di Richter un punto di riferimento per i pianisti di nuova generazione (da Arturo Benedetti Michelangeli a Martha Argerich a Maurizio Pollini).

Il 1966 è l'anno dell’alluvione di Firenze . Vi è una foto che ritrae Richter mentre a mani nude scava nel fango per riportare alla luce preziosi libri della Biblioteca fiorentina. Richter prolungherà di molto la sua tournée italiana i cui proventi vorrà devolvere alle popolazioni colpite.

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