31 dicembre 2009

Milazzo, il consiglio Comunale della vergogna


Venerdì 4 Dicembre si è consumata all’interno del Consiglio Comunale di Milazzo il momento più basso della politica milazzese. Una vera e propria vergogna. Il civico consesso era stato convocato in seduta straordinaria e urgente a seguito di una interrogazione formulata dal consigliere Doddo e firmata da tutti (ripetiamo, tutti) i consiglieri comunali per approvare una delibera proposta dal Sindaco che aveva il seguente oggetto:

“Riconoscimento dell’acqua bene comune dell’umanità e del servizio idrico privo di rilevanza economica. Adesione al coordinamento nazionale degli Enti locali per l’acqua bene comune e la gestione pubblica del servizio idrico”.

Si trattava di una delibera uguale a quella di tutti i comuni siciliani che avevano scelto il 4 dicembre come data simbolica per deliberare contro la privatizzazione dell’acqua voluta dal governo nazionale.
Ebbene, tantissimi comuni siciliani hanno deliberato, Milazzo no. Quella che sembrava una seduta che sarebbe durata pochi minuti si è rivelata una debacle della politica milazzese e un atto contro la volontà di migliaia di cittadini milazzesi che a luglio di quest’anno e il 29 novembre scorso avevano apposto le propria firma su petizioni presentate da alcune associazioni milazzesi.
Il dibattito si è incentrato sui dubbi del consigliere Catalano riferiti al coordinamento nazionale degli Enti Locali e sulla necessità di aderirvi e su alcuni dubbi della consigliera Giuliano nella parte della delibera che proponeva di “riconoscere anche nel proprio Statuto Comunale che la gestione del servizio idrico integrato è un servizio pubblico locale privo di rilevanza economica, in quanto servizio pubblico essenziale per garantire l’accesso all’acqua per tutti e pari dignità umana a tutti i cittadini, e quindi la cui gestione va attuata attraverso gli artt 31 e 114 del dLgas n267/2000.”
Benché altri consiglieri abbiano spiegato che l’adesione al coordinamento è una forma di pressione nei confronti del governo e che gli articoli 31 e 114 prevedono, ferma restando la scelta sovrana del Comune, di attuare consorzi con altri comuni per la gestione del servizio idrico e la costituzione della aziende municipalizzate, quindi gestite dai comuni o da consorzi di essi; benché nella delibera fosse stato evidenziato il concetto fondamentale che il servizio idrico non ha rilevanza economica e, quindi, non oggetto di profitto, il dibattito, dopo altri interventi inutili, si è concluso con l’abbandono dell’aula da parte della maggioranza dei consiglieri. E’ sembrato chiaro che le problematiche addotte sono sembrate assolutamente speciose. Non essendo raggiunto il numero legale (sono rimasti in dieci) la seduta si è conclusa.

Il fatto emerso è che nella giornata in cui tantissimi comuni siciliani si sono espressi contro la privatizzazione dell’Acqua Milazzo non l’ha fatto. Non è una questione di destra o di sinistra, è una questione che riguarda tutti i cittadini e della quale tutti i consiglieri comunali si erano dichiarati favorevoli.

Riteniamo che i cittadini debbano conoscere (a futura memoria) i nomi dei consiglieri che sono rimasti in aula e di quelli che l’hanno abbandonata:

Sono rimasti in aula; Napoli, Puliafito, Alfino, Scolaro, Cacciola, Pizzurro, Capone, Doddo, Di Bella, De Pasquale.
Hanno abbandonato l’aula rendendosi responsabili della non approvazione della delibera: Andaloro, Catalano, Codraro, D’Accampo, D’Amore, Giuliano, Italiano Annalisa, Italiano Antonino, Munafò, Pergolizzi, Pino, Piraino, Rizzo, Russo, Valenti.
Erano assenti; Di Natale, Formica, Lo Curzio, Mellina, Trio.
S.L.
fonte: la Città
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