1 gennaio 2010

Beppino Englaro, una lezione di Civiltà


Roma, 30-12-2009

Beppino Englaro è il personaggio dell'anno

Beppino Englaro (o, simbolicamente, Eluana) è la persona dell'anno 2009 secondo la redazione di Rainews24. Hanno ricevuto voti anche Neda, la ragazza iraniana uccisa a giugno durante gli scontri seguiti alle elezioni presidenziali iraniane , il presidente Napolitano, la Corte Costituzionale.
Alcune delle motivazioni indicate:

"Per l'esempio di coraggio e dignità fornito in una situazione estremamente dolorosa."

"Simbolo di una lotta civile per il (sacrosanto) riconoscimento del diritto di morire in pace di ogni essere umano!"

"In un anno di rara inciviltà (ma confido che il prossimo sarà anche peggio), per premiare la scelta dolente e vilipesa della famiglia, scelgo la figlia: chissà che a loro non faccia - diciamo così - piacere."

"Per la compostezza e l'indomito rispetto della Costituzione e delle leggi "

"Ha ricordato al paese, immerso in un angusto clima di rissa permamente e tante volte animata da puri pretesti, l'altezza e la nobiltà delle scelte che siamo pur sempre chiamati a compiere come cittadini"

"Molti politici hanno, ancora una volta, usato il caso Englaro per cercare di aggregare consenso e distrarre l'opinione pubblica, in un paese che è messo in ginocchio dalla crisi, e dove la crisi sta permettendo ai capitali criminali di divorare le banche, dove gli stipendi sono bloccati e non sembra esserci soluzione. Ma questa è un'altra storia. E proprio in un momento di crisi, di frasi scontate, di poco rispetto,
Beppino Englaro ha dato forza e senso alle istituzioni italiane e alla possibilità che un cittadino del nostro Paese, nonostante tutto, possa ancora sperare nelle leggi e nella giustizia. Sarebbe bello se l'epilogo di questa storia dolorosa potesse essere che in Italia, domani, grazie alla battaglia pacifica di Beppino Englaro, ciascuno potesse decidere se, in caso di stato neurovegetativo, farsi tenere in vita per decenni dalle macchine o scegliere la propria fine senza emigrare. È questa l'Italia del diritto e dell'empatia - di cui si è già parlato - che permette di rispettare e comprendere anche scelte diverse dalle proprie, un'Italia in cui sarebbe bellissimo riconoscersi".

Roberto Saviano
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