9 gennaio 2010

Palermo: il pentito Avola accusa il governatore Raffaele Lombardo


Il collaboratore di giustizia Maurizio Avolta ha accusato il presidente della regione, Raffaele Lombardo e l’allora capomafia latitante Benedetto Santapaola. Dopo le dichiarazioni del pentito, Lombardo è stato iscritto nel registro degli indagati per concorso esterno all’associazione mafiosa. Il fascicolo è stato aperto dopo l’elezione di Lombardo a presidente della regione perché il collaboratore ha affermato di averlo riconosciuto nella foto di un quotidiano come una delle persone che aveva incontrato Santapaola quando era latitante.
“All'epoca però - ha precisato il pentito - non sapevo chi fosse Lombardo”. gli inizi del 2009 la Procura ha chiesto l'archiviazione ma il Gup Antonino Caruso l'ha respinta. Sono stati eseguiti ulteriori accertamenti che, secondo la Procura, "non hanno però sovvertito le precedenti risultanze”.
Il fascicolo è ancora aperto nonostante siano trascorsi i 120 giorni fissati dal Gup per una nuova valutazione dell'accusa ma dalla Procura spiegano che “i carichi di lavoro impongono delle scelte dei fascicoli, dando loro delle priorità e non si può trasformare il rotolamento di una pietra in una valanga”.
“E' una cosa ridicola, che non sta né in cielo né in terra”. Il presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo, commenta così le dichiarazioni del pentito Maurizio Avola, circa un suo presunto incontro con il boss Nitto Santapaola. “Affermazioni ridicole - ha aggiunto il Governatore -che sostenevano: “Lombardo forse non aveva i baffi, guidava una Ferrari”. La procura ha chiesto un supplemento d'indagine che ha già completato”. Lombardo ha infine suggerito ai giornalisti: “Fate riferimento a quello che ha detto il procuratore di Catania, io - ha ironizzato - non sono attendibile”.
“Gli assessori alla Sanità Massimo Russo e alla Famiglia Caterina Chinnici entrambi magistrati erano a conoscenza al momento del loro ingresso in giunta che il presidente Raffaele Lombardo era stato iscritto nel registro degli indagati per reato di mafia da parte della Procura di Catania?”. E’ quanto chiedono i parlamentari regionali del Pdl, Salvino Caputo, Roberto Corona, Fabio Mancuso dopo le notizie riportate da un quotidiano nazionale in merito alle accuse mosse da un collaboratore di giustizia nei confronti del presidente della Regione. “E se solo oggi - aggiungono - hanno appreso del coinvolgimento del presidente Lombardo in un procedimento penale per gravi reati, e atteso il loro ruolo di magistrati impegnati in delicate indagini antimafia e il loro ruolo istituzionale sino a oggi profuso in tema di difesa della legalità e della trasparenza amministrativa, ritengono di autosospendersi o
dimettersi?”.
“Sono certa che il presidente Lombardo riuscirà a dimostrare la propria totale estraneità dalle accuse mosse da un collaboratore di giustizia. Accuse, tra l'altro, per le quali la stessa Procura della Repubblica di Catania, aveva chiesto l'archiviazione”. Lo dichiara l'assessore regionale della Famiglia, delle Politiche sociali e delle Autonomie locali, Caterina Chinnici.

14 / 10 / 2009
fonte: ecodisicilia
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