23 marzo 2010

(P)resa di coscienza

foto di Daniele Andaloro




















Ieri sera al Teatro “Vittorio Curro”, Oratorio Salesiano di Barcellona Pozzo di Gotto(Me) è andato in scena, per la regia di Raffaella Campo, “(P)resa di coscienza”, spettacolo teatrale in due atti, frutto di più di un anno di lavoro. Protagonisti dello spettacolo teatrale, gli undici personaggi che hanno animato la scena. Poi protagonista della serata è stato anche un dodicesimo personaggio, che non appare sulla scena, ma che rappresenta il senso più profondo di tutto lo spettacolo, che è lo spettatore stesso. Personaggio che chiamato in causa, dovrà scegliere la “resa” o la “presa” di coscienza.
Diceva il giudice Paolo Borsellino: «Parlate della mafia. Parlatene alla radio, in televisione, sui giornali. Però parlatene».

"Il teatro come un posto fisico dove prendere posizione. Un teatro partigiano piuttosto che civile dove sia obbligo morale prendere una parte, svelare una tesi e appoggiare informazioni desuete o volutamente dimenticate: un’azione teatrale di svelamento contro la normalizzazione controllata delle opinioni e delle sensazioni". (Giulio Cavalli)

Spesso la mafia si insinua subdola nei nostri comportamenti, nella scelta anche solo del bar dove prendere un caffè, o un negozio d’abbigliamento che sai benissimo sia in odor di mafia. La connivenza involontaria nella scelta delle piccole cose quotidiane.
Ed ecco che il teatro diventa una forma alternativa di comunicare, un modo per essere lucidi in questa dimensione volutamente folle del malaffare politico-massonico dei colletti bianchi e prepotente della mano armata. La mafia riguarda tutti noi, la mafia non è un problema, ma è “il problema”, che sta ipotecando il futuro dei nostri figli. Il teatro della parola, del gesto, del suono e dell’immagine, diventa allora abbecedario supremo per una battaglia innanzi tutto della legalità, dell’ascolto, della verità e della giustizia, non solo per i Siciliani, ma per tutti coloro che in Italia subiscono il “giogo di tutte le mafie”, anche la mafia delle parole.

«Sono ottimista poiché vedo che verso la mafia i giovani, siciliani e no, hanno oggi una attenzione ben diversa da quella colpevole indifferenza che io mantenni sino ai quarant'anni. Quando questi giovani saranno adulti avranno più forza di reagire di quanto io e la mia generazione ne abbiamo avuta.»
Paolo Borsellino, Magistrato

Dedicato ..a Beppe Alfano, Graziella Campagna, Antonino Sboto, Attilio Manca, Adolfo Parmaliana … e a tutte le vittime della mafia.


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