30 aprile 2010

Bufalino secondo Battiato



Intervista di Antonio La Monica
30 aprile - L'intervista è tratta dal giornale "La Città", N°4 Maggio 2010
Bufalino secondo Battiato

Vorrei che questo documento filmato facesse venire voglia agli spettatori
di leggere o rileggere i libri di questo straordinario scrittore

Cortile della Fondazione Bufalino, Battiato accetta con rassegnata
educazione la calca di ammiratori in cerca di autografi, foto o semplici
strette di mano. Nel mezzo ci siamo anche noi, a caccia di qualche breve
considerazione sul lavoro prodotto per ricordare Gesualdo Bufalino.

Cosa hai scoperto di Gesualdo Bufalino realizzando questo docufilm e cosa
vorresti che gli spettatori cogliessero di questo artista?

"Ho scoperto in lui una verve spiritosa. Vorrei che questo documento
filmato facesse venire voglia agli spettatori di leggere o rileggere i
libri di questo straordinario scrittore. Io ho accettato di realizzare
questo lavoro, che mi è stato commissionato dalla Regione Siciliana,
perché conoscevo Bufalino ed eravamo amici. Di un artista preferisco
prendere in considerazione solo le vette. Ho utilizzato le interviste più
importanti che Gesualdo ha realizzato con la Rai. Ignorando i suoi gusti
musicali, ho montato le interviste e le immagini con delle musiche di mio
gradimento ed il lavoro mi sembra riuscito abbastanza bene".

Quali le affinità elettive tra voi?

"C'è stato un legame di amicizia molto forte ed istantaneo. Credo che le
affinità siano da individuare nella terra d'origine. Siamo, inoltre,
tutti e due degli artisti e, dunque, avevamo molte cose in comune".

Questo docufilm è il secondo che realizzi dopo quello dedicato a Giuni
Russo, altra artista siciliana. Cosa dà e cosa riceve un intellettuale
dalla propria terra d'origine?

L' ho detto proprio all'inizio del docufilm su Giuni Russo: le grandi
personalità danno un credito speciale alle città di appartenenza dunque
offrono lustro al luogo in cui sono nate. Però devo dire che il prossimo
documentario mi è stato commissionato dai tibetani e quindi forse sarò
costretto ad uscire dall'isola.

Nel tuo ultimo brano, "Inneres Auge" parli di una linea orizzontale che
spinge verso la materia e di una linea verticale che spinge verso lo
spirito. Esiste un punto di contatto per iniziare un percorso di
elevazione?

Certo, ed è il corpo. La nascita nel regno umano non è una cosa da
sottovalutare. Se si nasce nei regni inferiori non è bello e non è facile.
Abbiamo un libero arbitro che altri esseri non hanno. Anche se oggi,
guardando certi uomini, ci troviamo in un momento difficile e siamo vicini
all'abisso con una esaltazione della viltà. Bisognerebbe, però, dire a
questi signori, che c'è una legge che non ammette ignoranza. Quelli che
oggi pensano di poterla fare franca non la faranno franca. (alm)
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