21 aprile 2010

Carboni in affari con politici e magistrati. E nelle intercettazioni spuntano Dell'Utri e Verdini

VIDEO 5 gennaio 2015 ore 12:08 DI BATTISTA ALESSANDRO - SEDUTE ALLA CAMERA

Denis Verdini (foto)

di Monica Centofante - 20 aprile 2010

Roma. E' il preludio di un nuovo scandalo di dimensioni imprevedibili. Emerso, per l'ennesima volta, grazie a quelle intercettazioni che il Governo vorrebbe spazzare via.

Nella nuova scottante inchiesta in mano alla Procura della Repubblica di Roma, nella persona dell'aggiunto Giancarlo Capaldo, aleggerebbe ancora una volta lo spettro del sistema di corruzione che lega insieme politica, imprenditoria e magistratura. Con nomi eccellenti spuntati casualmente nelle conversazioni tra un magistrato, Pasquale Lombardi e il faccendiere Flavio Carboni(foto). Il primo alla guida di associazioni che annoverano tra gli iscritti noti giudici e avvocati, alcuni impegnati a tessere i rapporti relativi ai business al centro delle indagini. Il secondo già coinvolto nel processo sulla morte del banchiere Roberto Calvi per la quale, in primo grado, aveva ottenuto l'assoluzione mentre è in attesa della sentenza di appello.

Ad attirare l'attenzione degli investigatori romani, questa volta, alcuni affari immobiliari pianificati in Sardegna, che avrebbero portato gli inquirenti sulle tracce dello stesso Carboni e, successivamente, di magistrati, imprenditori e politici di spessore del centrodestra. Tra questi, che a differenza di Carboni non risultano indagati, il senatore Marcello Dell'Utri e il coordinatore del Pdl Denis Verdini. Già coinvolto nell'inchiesta sulle Grandi Opere, nella quale figura come indagato, mentre Dell'Utri è in attesa della sentenza di secondo grado al processo che lo vede accusato per concorso esterno in associazione mafiosa (condannato a 9 anni in primo grado).
Nel mirino della procura, anche se al momento non c'è alcuna conferma della presenza negli atti di esponenti politici, ci sarebbero anche funzionari del ministero della Giustizia e di altri dicasteri, nonché del Dap, la Direzione dell'amministrazione penitenziaria.
La notizia, frutto di indiscrezioni giornalistiche, sarebbe emersa quando alcuni personaggi coinvolti nell'inchiesta avrebbero ricevuto l'avviso di conclusione indagini. Ma da quanto si apprende, la procura avrebbe comunque chiesto una proroga: segno che su altri ha intenzione di vederci chiaro.
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