2 aprile 2010

Mafia: 28 anni fa veniva ucciso, su ordine di Riina, Pio La Torre, l'autore del 416 BIS



di Giuseppe Bascietto

Ci fu un uomo, che nato in Sicilia, osò sfidare il potere di Cosa Nostra. Quest’uomo era Pio La Torre. Una figura storica dell’antimafia civile e politica e autore di vere e proprie rivoluzioni legislative. A quattro anni, lui figlio di contadini poverissimi e analfabeti, s’impose alla famiglia e decise di andare a scuola. Lo comunicò al padre in una calda giornata d’estate con quattro parole secche e fulminanti. “Voglio andare a scuola”. Il padre sul momento non reagì. Ci pensò su qualche secondo; poi buttò la zappa a terra, smise di lavorare, iniziò a gridare e corse verso casa. Vuole andare a scuola! Borbottava. Non se ne parla. Lui dovrà fare il contadino come me, i suoi nonni e i suoi bisnonni!. Il dado era tratto. Pio si ribellò al padre e scelse la cultura come strada per il riscatto sociale. A diciassette anni s’iscrisse al partito comunista. Diventato esponente di primo piano del PCI, nel 1979 Enrico Berlinguer lo aveva chiamato nella segreteria nazionale, presentò un disegno di legge, che ancora oggi porta il suo nome, che introdusse l’articolo 416 BIS del codice penale. Nasce così la prima vera legislazione contro la mafia che codifica il reato di associazione a delinquere di stampo mafioso.

Da quel giorno i magistrati poterono istruire i processi di mafia. Figlio di questa intuizione legislativa il maxiprocesso istruito da Giovanni Falcone e Paolo Borsellino nel 1986 che porta alla sbarra l’intera cupola di Cosa Nostra. Per questo la figura di Pio La Torre non rappresenta solo un fatto di cronaca. È qualcosa di più. Investe la società italiana, sconvolge il PCI, travolge la politica nazionale ed entra di prepotenza nella Storia del nostro paese. Per prima cosa, Pio La Torre, è un uomo, non solo un personaggio. Non solo una vittima innocente della mafia. E’ un uomo politico che a conoscerlo, a leggerne i discorsi, i saggi, i libri, a vederne le fotografie, da quelle di quando viene arrestato a Bisacquino in provincia di Palermo per l'occupazione delle terre a quelle di quando si trova disteso sul tavolo dell'obitorio, ti interessa, ti coinvolge, ti appassiona tanto da costringerti a chiedere, anche a distanza di 27 anni, cosa c'è dietro la sua morte. Sotto il profilo legale il caso di Pio La Torre è risolto. Ci sono gli esecutori materiali, i mandanti, condannati in tutti i gradi di giudizio. Abbiamo i colpevoli, tutto è chiaro, il caso è chiuso. Ma qualcosa non torna. Per capire bene, bisogna conoscere l’uomo La Torre, analizzare e spostare l’obbiettivo sullo scenario e il contesto che lo circonda.
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