16 aprile 2010

Pg chiede condanna Dell'Utri a 11 anni





16 aprile 2010
Palermo. Il procuratore generale di Palermo Nino Gatto ha chiesto la condanna a 11 anni di carcere per il senatore del Pdl Marcello Dell'Utri. Il politico è sotto processo davanti alla corte d'appello di Palermo per concorso in associazione mafiosa. In primo grado aveva avuto 9 anni.
Si è conclusa, dunque, con la richiesta di pena la lunga requisitoria del pg cominciata a settembre e interrotta a novembre per l'esame, a sorpresa, del pentito Gaspare Spatuzza. L'accusa ha chiesto, poi, a marzo, un nuovo stop della requisitoria per l'interrogatorio di Massimo Ciancimino, figlio dell'ex sindaco mafioso di Palermo Vito, ma la corte ha respinto l'istanza dichiarando la testimonianza «non assolutamente necessaria».

La richiesta di pena per Marcello Dell'Utri, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa. La requisitoria è stata lunga e travagliata. Era iniziata nel settembre scorso ma poi era stata interrotta a novembre per ascoltare in trasferta a Torino il pentito di mafia Gaspare Spatuzza. Poi c'è stato un altro stop con la richiesta, avanzata per ben due volte, dall'accusa di sentire in aula Massimo Ciancimino, figlio dell'ex sindaco di Palermo, che nelle sue dichiarazioni ha fatto anche riferimento al senatore del Pdl. Nella requisitoria, il pg Antonino Gatto ricorda, in particolare, l'accordo che, secondo il pentito Cosimo Cirfeta, oggi morto, sarebbe stato fatto nel '97 tra tre collaboratori «contro Dell'Utri e Berlusconi». Si tratta dei pentiti Francesco Di Carlo, Giuseppe Guglielmino e Francesco Onorato. Su questo episodio c'è in corso il processo d'Appello per calunnia a Palermo. «Si sono appresi, grazie anche al collaboratore di giustizia Michele Oreste -ha detto Gatto- dei rapporti tra l'avvocato di Cirfeta, Alessandra De Filippis e Marcello Dell'Utri. Rapporti intrattenuti sia direttamente che con la mediazione di Renato Farina, oggi deputato dello stesso schieramento di Dell'Utri. La De Filippis aveva, in particolare, un interesse per la sistemazione di un suo praticante, Carlo Falcicchio. Quest'ultimo, su segnalazione di Dell'Utri, venne poi assunto come consulente al ministero della Giustizia, anche se lavorava, secondo Oreste, al Senato con Dell'Utri». Secondo Gatto «sarebbero stati anche dati dei soldi da Dell'Utri alla famiglia Cirfeta. Lo dice anche Oreste in dibattimento. È emerso che il senatore si mettesse a disposizione su qualunque cosa Cirfeta avesse bisogno». Non solo. «Dalle interecettazioni -ha detto Gatto durante la requisitoria- è stato provato che la De Filippis concordò con Dell'Utri la linea di difesa al punto da concordare anche dichiarazioni spontanee. È stato accertato anche che la De Filippis anticipò a Cirfeta somme di denaro da parte di Dell'Utri». Al termine della requisitoria è attesa la richiesta di pena.
fonte: ansa
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