23 aprile 2010

Scuola Olivetti: una camera a gas


di Enza Marrano

«Vogliamo respirare aria pura … non affumicarci» si legge da qualche giorno su un muro dell’Istituto tecnico Olivetti di Orta Nova in provincia di Foggia. I fatti nudi e crudi. Ai primi di aprile è stato appiccato un incendio doloso. Gli studenti hanno affermato che tornati a scuola dopo le vacanze pasquali, hanno trovato l’aria irrespirabile e malsana, tanto che alcuni di loro si sono sentiti male e hanno protestato chiedendo alla preside Antonietta Garofalo che l’edificio fosse bonificato. In effetti la scuola è stata chiusa, riaperta e poi chiusa ancora per riaprire i battenti il 19 aprile.
In proposito la letteratura medica parla chiaro. Dopo un incendio se non vengono adottate tutte le procedure necessarie a bonificare il luogo devastato dalle fiamme, senza alcun dubbio ci sono conseguenze sanitarie per chi respira quell’aria avvelenata. Anche la semplice combustione di materiale cartaceo genera diossine cancerogene. Peggio, quando va a fuoco la plastica. “L’anidride carbonica si fissa inesorabilmente ai polmoni” è scritto nei testi di patologia pneumologica.
Il dirigente Garofalo Antonietta sostiene di aver denunciato l’accaduto all’amministrazione provinciale e al comune di Orta Nova. «L’amministrazione provinciale ha fatto intervenire dei tecnici» riferisce la preside. Assenti all’appello: l’amministrazione comunale e il sindaco Moscarella risultano attivamente latitanti. «Sono stati espressamente convocati a più riprese i medici dell’Asl competente per verificare mediante successivi sopralluoghi la possibilità del regolare ripristino di tutte le attività e si è concordata la mera necessità di areazione dei locali interessati e anche di tutti i locali ai vari piani, tenuto conto che l’incendio ha interessato solo materiale cartaceo. A tal fine la dirigenza ha disposto la riduzione e in alcuni giorni anche a titolo solo precauzionale la sospensione delle attività didattiche proprio per accelerare tale processo. Ad oggi al primo e al secondo piano dello stabile di via II Giugno non si avverte alcun cattivo odore che sopravvive vagamente solo al piano terra» sibila un comunicato stampa della Garofalo. «E’ incredibile. Non ci hanno avvertiti di alcun incendio. Insomma non sappiamo nulla di quanto accaduto alla scuola Olivetti di Orta Nova» rivela al telefono la dottoressa Bianca Maria Cudillo, a capo del dipartimento sanitario dell’Asl di Foggia. Il dirigente scolastico Garogalo forse in preda alle allucinazioni o soltanto alle esalazioni da fumo passivo, la spara ancora grossa: «A tutt’oggi nessuno, e si sottolinea nessuno, tra docenti, alunni e personale ha accusato alcun malessere legato a tale episodio, tenuto conto che tra festività pasquali e chiusure successive la permanenza nei locali è stata di fatto assai limitata. Solo in data 19 aprile 2010 si sarebbe verificato un singolo caso di una persona che sarebbe stata “avvelenata”, a suo dire, in un’aula del secondo piano, dalle esalazioni “chimiche” prodotte dalla combustione di carte, combustione avvenuta in un locale dell’interrato, a due piani di distanza, 17 giorni prima». Eppure le certificazioni mediche provate e comprovate consegnate alla preside, nonché le diagnosi di grave intossicazione anche di alunni ed altri insegnanti – che temono il licenziamento poiché in stato di precariato – smentiscono inesorabilmente le spudorate menzogne della preside. La Garofalo ribadisce: «Non si è intossicato nessuno». Il primo ragazzo a sentirsi male è stato I. T.; poi altri studenti sono stati costretti a ricorrere alle cure e diagnosi mediche. Alla Garofalo Terra Nostra chiede invano le prove tecniche. «Non ne ho. Sono tranquilla, non c’è alcun pericolo» sbotta il dirigente scolastico. Strano: il nulla osta dell’azienda sanitaria locale non è stato mai rilasciato. E non sono stati condotti accertamenti scientifici in loco. Il 20 aprile ITALIA TERRA NOSTRA ha scritto alla preside e al prefetto Nunziante: “A quanto pare evidente non è stata ancora adottata inspiegabilmente alcuna seria misura precauzionale a difesa e protezione dei soggetti che frequentano l’istituto per ragioni professionali e di studio.

E’ in gioco la vita umana, pertanto ai sensi dell’articolo 32 della Costituzione – anche a fronte della consueta e ingiustificabile inerzia del sindaco Giuseppe Moscarella e del presidente Antonio Pepe – si invitano le SS.LL. ad adottare istantaneamente rigorose ed efficaci misure cautelative, nonché a bonificare adeguatamente i locali dalla presenza sotto forma pulviscolare di sostanze cancerogene, mutagene e teratogene. La combustione dolosa ha sprigionato in questo microclima scolastico diossine, furani, esaclorobenzene, nanoparticelle”.
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