7 maggio 2010

Bufalino: poliedrico Franco Battiato..

Franco Battiato autoritratto olio su tela

Una doppia tentazione ci coglie davanti alle sue opere: da un canto si avrebbe voglia di abbandonarsi a un giudizio ingenuo, scompagnato dai clamori che ci vengono della sua leggenda di musicista, cantante e poeta; dall'altra sentiamo di non poterla eludere, codesta leggenda, tanto necessariamente essa cospira a darci il ritratto intero dell'uomo. In altri termini la pittura di Battiato, qualora pretendessimo di canalizzarla in un comodo alveo di neoprimitivismo, dimenticando la ricchezza operativa e intellettuale che la sorregge, rischierebbe di apparirci l'hobby d'un artista episodico e dimezzato; mentre, viceversa, osservandola con tutti due gli occhi, della natura e della cultura, ne vedremo i colori sposarsi affettuosamente alle note, alle parole, alle meditazioni dell'autore e in quest'alleanza, per non dire connivenza, spiegarci la cifra inconfondibile di un'anima.

Angelicità, pudore, tremore devoto di fronte al cangiante velo di Maya delle apparenze... tali sono le prime sigle critiche che vengono in mente e possono anche sommariamente servire. A patto che non stingano in etichette ma c'introducano a un orizzonte d'attesa comune nello stesso tempo all'autore e a noi spettatori. L'attesa d'un prodigio, o, se si vuole, il risveglio dopo il prodigio. Quasi che, tanto nel giro degli astri quanto nel battito dei nostri cuori, avvenisse o fosse or ora avvenuto o dovesse fra un istante avvenire un arresto numinoso del tempo. Qui a me pare stia il segreto di Battiato: nell'aver risolto in termini di umana letizia il commercio quotidiano col sacro: come di chi senta dentro di sé quietamente convivere immanenza e trascendenza e indugi sulla soglia del tempo con pacificato spavento, sentendosi alle labbra salire una puerile preghiera. Misticismo, cabala per iniziati? Qualcosa di più che questo, essendo l'esoterismo di Battiato la faccia gemella del suo essoterismo: come dire che l'urgenza del colloquio privato con l'inconoscibile non esita a farsi rito pubblico, comunione, messa gioiosa.Ieri con una folla plaudente su un palcoscenico; oggi con una schiera di fedeli guardoni nella sala d'una galleria d'arte...

Poliedrico Franco, dispari e uno, com'è inevitabile in una civiltà che sempre più tende a tradurre i moti intimi della coscienza in una grande festa plurale e assolutoria: una festa dello spirito, se è vero, come suona il motto evangelico, che lo spirito soffia dove vuole.

GESUALDO BUFALINO
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