2 maggio 2010

Michel Petrucciani, l'artista con le "ossa di cristallo"



di Roberto Saviano

La prima volta che tutte le sue ossa si rompono è il 28 dicembre 1962, ovvero il giorno della sua nascita. Le mani di Michel Petrucciani sono portate per la musica, ma il resto del corpo è fragile, fragilissimo. Osteogenesi imperfetta, meglio conosciuta come “ossa di cristallo”.

Il nome è terribilmente chiaro: le ossa ti si rompono come fossero di cristallo. (…) Petrucciani, l’unico pianista europeo mai entrato nelle classifiche jazz americane, non arriva ai pedali, non può aprire le braccia: deve inventarsi un modo di suonare completamente nuovo, impossibile per tutti gli altri pianisti “normali”.

Zompetta sul seggiolino e le sue dita sembrano pizzicare direttamente le corde e non che stiano suonando su una tastiera. E il miracolo avviene: il suo limite fisico gli fa superare un limite universale.(…)

Il problema alle ossa lo costringe, quando suona a una postura quasi mistica, non perché sia estasiato, ma perché ha bisogno di respirare. Nel ’93, in Umbria, era talmente in affanno mentre suonava che si interrupe e al pubblico che sembrava preoccupato chiese: “State bene?”, sciogliendo così la tensione.

Era quello il suo modo di respirare, di suonare, di vivere. Per Michel Petrucciani non c’era nota che non fosse sacrificio ma allo stesso tempo un invito a campare, un invito a vivere a pieno.
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