23 giugno 2010

Franco Battiato in viaggio verso i luoghi di Gesualdo Bufalino


di Salvo Fallica
Un viaggio nel mondo di uno dei più grandi scrittori italiani del Novecento, nella dimensione culturale ed umana di Gesualdo Bufalino. Lo scrittore di Comiso, luogo del Ragusano (del meraviglioso barocco del Val di Noto), intellettuale fine e sui generis scoperto da Leonardo Sciascia. In questa dimensione si è proiettato ed è penetrato un artista del calibro di Franco Battiato, intellettuale eclettico, cantautore-filosofo e regista. Ne è venuto fuori un docufilm dal titolo simbolico Auguri don Gesualdo. Un documentario che vuol costruire una visione meditativa sull’essenza umana ed intellettuale di Bufalino e dei luoghi dove egli è vissuto. I luoghi in genere raccontano il contesto di una storia, in quelli siculi a volte vi è un pezzo dell’anima delle storie dei popoli e degli uomini che li hanno vissuti. Vi è un pezzo dell’identità delle comunità che li vivono, sono tracce del passato e segni del presente, attraverso cui si possono interpretare dimensioni culturali e storiche, costumi sociali e tradizioni. IL FILO DELLA MEMORIA Seguire il filo della memoria, per cogliere l’attualità, può sembrare un' operazione astratta, ed invece è filosofica e concreta al tempo medesimo, se per filosofia si intende la volontà di ricercare il senso profondo delle cose, la volontà di cogliere il linguaggio dell’identità letteraria ed umana nei segni della memoria di una comunità. È importante già in sé, questa operazione di Battiato, perché è la volontà di un artista-intellettuale in perenne ricerca, che nel fluire dell’esistenza cerca nuovi spunti critici di conoscenza, che sperimenta perché non smette di confrontarsi con la vita e con sé stesso. E dunque la struttura narrativa non può che svolgersi nei luoghi di Bufalino, e sono essi stessi elementi di racconto: la piazza di Comiso, il cortile dell’omonima fondazione, le antiche chiese e i giardini. La macchina da presa scruta i luoghi e cerca l’anima. Ed ancora il documentario utilizza rari materiali di repertorio dello scrittore (forniti in esclusiva da Rai Teche). Vi è il paesaggio ibleo di un grande artista quale Piero Guccione, l’intensa voce recitante di Giulio Brogi, la struggente e ascetica malinconia delle musiche di Arvo Part, Ravel, Hendel. E le testimonianze, tra le altre, di Elisabetta Sgarbi, Manlio Sgalambro (autore della sceneggiatura), Matteo Collura, Ella Imbalzano, Sebastiano Gesù, Giovanni Iemolo, Nunzio Zago, Antonio Di Grado, Mario Andreose e Angelo Scandurra. Il progetto, è prodotto da Kasba Comunicazioni (produttori esecutivi Fabio Bagnasco e Massimiliano Pollina) Bufalino è morto in un tragico incidente automobilistico nel 1996, ma continua a vivere nelle sue opere. Ed ora anche nel racconto di Battiato ed in tutte le testimonianze che egli ha messo assieme.

fonte: l'unità 7 aprile 2010
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