4 giugno 2010

Mafia: Sudafrica concede estradizione per il super latitante di Cosa Nostra Vito Roberto Palazzolo

di Monica Centofante

Le autorità sudafricane voltano la faccia a Vito Roberto Palazzolo. E per la prima volta dopo anni di inutili richieste il ministero della Giustizia locale sostiene la domanda di estradizione formulata dai pm di Palermo Domenico Gozzo (oggi procuratore aggiunto a Caltanissetta) e Gaetano Paci.

Chiedendo ai giudici sudafricani di consegnare il boss-finanziere alla giustizia italiana. Per il Governo di Pretoria, Vito Roberto Palazzolo “l'imprendibile” potrebbe quindi tornare in Italia. E ad attenderlo, dopo la condanna definitiva a nove anni per associazione mafiosa sopraggiunta nel marzo del 2009, vi sarebbero finalmente le patrie galere.

Ricercato sin dai tempi di Giovanni Falcone Palazzolo è infatti un latitante, uno dei più pericolosi secondo il Ministero dell'Interno, ma non si è mai nascosto. Protetto dalla falsa identità di Robert Von Palace Kolbatschenko, regolarmente approvata dalle autorità sudafricane, dal 1988 vive da uomo libero nella valle di Franschoek, a un'ora da Città del Capo. E frequenta i salotti buoni dell'alta finanza e dell'imprenditoria locale.

Considerato il tesoriere di Totò Riina e Bernardo Provenzano è uno dei protagonisti dei grandi traffici internazionali di stupefacenti degli anni Ottanta e tra i principali riciclatori dei soldi di Cosa Nostra. Attività che non avrebbe mai lasciato mentre in Sudafrica , per come emerge da diverse indagini, avrebbe anche ospitato latitanti della mafia siciliana.

Nel 2003, una serie di telefonate intercettate con la sorella Sara avevano rivelato un suo tentativo di “aggiustamento” del processo in corso contro di lui. Per il quale alla sorella il boss aveva detto di cercare il senatore Marcello Dell'Utri, specificando: “Non devi convertirlo, è già convertito”.

Oggi la procura di Palermo definisce Vito Roberto Palazzolo “una delle più importanti e oscure figure dell'associazione Cosa Nostra”. Inserito “da oltre vent'anni nelle dinamiche associative mafiose, con funzioni rilevanti di cerniera tra il mondo imprenditoriale internazionale e l'associazione criminale, con lo scopo precipuo di consentire a Cosa Nostra la gestione e il reimpiego dei capitali assunti illecitamente".

In seguito all'ultima richiesta di estradizione il boss finanziere ha fatto immediato ricorso all'Alta Corte e da alcuni giorni i suoi avvocati stanno discutendo in udienza, arrivando anche a ipotizzare un "complotto internazionale" nei confronti del loro assistito.

Adesso a Pretoria però, la Corte di giustizia è stata chiamata a decidere se accogliere o meno la richiesta dei pm. E il responso, che potrebbe arrivare da un momento all'altro, questa volta non è per nulla scontato.

Fonte: Antimafia Duemila
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