25 giugno 2010

Marcello Dell’Utri e i boss di Cosa Nostra Dalle agende alle intercettazioni, ecco le prove


Anche l'imputato ha ammesso i suoi rapporti con i mafiosi. Mentre grazie alle microspie si è scoperto che i padrini votavano per lui
Una parte dei documenti che fanno perdere il sonno a Marcello Dell’Utri e Silvio Berlusconila vedete qui sopra. Sono le agende dove Ines Lattuada, una segretaria di Publitalia, segnava gli appuntamenti e le telefonate dirette al futuro senatore. Tra il 1992 e il 1994 molte persone legate a Cosa Nostra, dall’ex fattore di ArcoreVittorio Mangano, sino a Gaetano Cinà e al figlio del cassiere di Totò Riina, Pino Mandalari, cercavano Dell’Utri, allora impegnato nella creazione di Forza Italia. Si tratta di documenti mai visti prima, tratti dagli atti del processo di appello in cui il sostituto procuratore generale Nino Gatto ha chiesto di aumentare di due anni – da 9 a 11 – la condanna per concorso esterno in associazione mafiosa già inflitta a Dell’Utri in primo grado.

Questa mattina a Palermo i giudici, dopo aver ascoltato Gatto e le difese, entreranno in una camera di consiglio che si annuncia lunga e piena di tensione. In questi mesi, del resto, le polemiche non sono mai mancate. A partire da quelle sulle dichiarazioni del pentito Gaspare Spatuzza sui presunti rapporti tra il senatore, il premier e i fratelli Graviano: i boss di Brancaccio autori delle stragi del ’93. Rapporti, che almeno per quanto riguarda Dell’Utri, la sentenza di primo grado considerava “certi”. Ma il dibattimento, come potete vedere, non si fonda solo sui pentiti (più di 30). Molti invece sono i fatti incontestabili.
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fonte: ilfattoquotidiano.it




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