9 giugno 2010

'Ndrangheta: ufficiale e marescialli Gdf arrestati, corruzione


8 giugno 2010

Locri. Un ufficiale e due marescialli della guardia di finanza sono stati arrestati, insieme ad un commercialista di Siderno.

I quattro sono accusati, a vario titolo, di corruzione, falso e truffa aggravate dalle modalità mafiose. Secondo l'accusa, il commercialista, allo scopo di favorire gli interessi di ditte riconducibili, in alcuni casi, alla criminalità organizzata, si faceva riferire dall'ufficiale e dai sottufficiali notizie riservate sugli accertamenti fiscali in corso. Gli arresti sono stati eseguiti dalla stessa guardia di finanza. Nell'inchiesta, condotta dai finanzieri di Locri e coordinata dal procuratore distrettuale di Reggio Calabria, Giuseppe Pignatone, dal procuratore aggiunto Nicola Gratteri, e dal pm Maria Luisa Miranda, sono indagate in stato di libertà per truffa e falso altre 61 persone, tra le quali alcuni medici ed un carabiniere.

L'ufficiale ed uno dei due marescialli erano stati trasferiti da tempo dalla Compagnia di Locri. Secondo l'accusa, il commercialista, grazie a rapporti privilegiati con il maresciallo, riusciva ad avere notizie riservate sugli accertamenti fiscali in corso allo scopo di condizionare l'esito finale dei controlli a vantaggio dei suoi «clienti». L'ufficiale, che tra il 2001 ed il 2002 era stato in servizio a Locri, inoltre, teneva contatti con un altro maresciallo, ancora in servizio a Locri, allo scopo di accomodare l'attività di verifica fiscale. L'inchiesta è nata due anni fa dopo alcune strane fughe di notizie dagli uffici della guardia di finanza di Locri. Dopo i primi accertamenti, le indagini degli stessi finanzieri si sono indirizzate verso la pista interna.

Grazie a un uso massiccio di intercettazioni telefoniche, ambientali e videoregistrazioni, il sistema corruttivo è venuto alla luce. Di particolare importanza si sono rivelate le riprese video effettuate nello studio del commercialista che hanno evidenziato la frequente presenza di uno dei due sottufficiali. Le indagini hanno anche permesso di scoprire un vasto giro di incidenti stradali fasulli posti in essere con la compiacenza di medici che redigevano falsi certificati per danni fisici inesistenti, un carabiniere che eseguiva i rilievi stradali, e periti assicurativi che convalidavano le pratiche assicurative. Il meccanismo delle truffe era semplice: venivano trovati i mezzi da usare e le persone che si prestavano a fare i finti feriti, venivano procurati i referti medici ad hoc e fatti eseguire sul luogo del finto incidente i necessari rilievi di polizia. I finanzieri sono anche riusciti a posizionare una microspia su una vettura poi usata per inscenare un finto incidente, ascoltando in diretta quanto stava accadendo. Il gip Kate Tassone, nell'ordinanza di custodia cautelare, ha sottolineato come «non può non evidenziarsi la tempestività con cui le indagini sono state condotte dallo stesso Corpo di appartenenza dei militari indagati e con il quale sono state formulate le richieste all'autorità procedente».

fonte: ANSA
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