17 luglio 2010

Barcellona Pozzo di Gotto: "Il lager dei detenuti psichiatrici"



Barcellona Pozzo di Gotto:
legati ai letti e sedati, la struttura ferma all'Ottocento

di FABIO ALBANESE
BARCELLONA POZZO DI GOTTO (ME)
A vederlo da fuori, con la sua struttura liberty di inizio Novecento, non sembra quella specie di lager che invece descrive la Commissione parlamentare d’inchiesta sul servizio sanitario nazionale. Eppure, l’ospedale psichiatrico giudiziario (opg) di Barcellona Pozzo di Gotto, provincia di Messina, uno dei sei presenti in Italia, ha conosciuto momenti migliori e anzi per molti anni è stato punto di riferimento tra quelli che una volta si chiamavano manicomi giudiziari.

Ieri il senatore Ignazio Marino, presidente della Commissione parlamentare, in una conferenza stampa tenuta a Roma ha detto che a Barcellona c’è la situazione peggiore: «Lì i detenuti vengono tenuti legati ai letti, con un buco per la caduta degli escrementi, le celle sono luride e affollate, gli internati sono seminudi e sudati a causa della temperatura torrida, sotto effetto di psicofarmaci, i servizi igienici sono indescrivibili, ci sono contenzioni in atto adottate con metodiche inaccettabili e non refertate». Un lungo elenco di «scene ottocentesche», come le ha definite Marino, che il direttore della struttura, Nunziante Rosanìa, conosce bene e che lui stesso si era premurato di mostrare alla commissione, l’11 giugno scorso: «Ci hanno chiesto di vedere la sezione peggiore, quella che aveva più problemi e quella, la numero 2, abbiamo loro mostrato - dice - ma tutta la struttura è ormai al collasso, abbiamo 340-350 ricoverati contro i 180 che può contenere, nelle stanze stanno in otto, nove, quando dovrebbero essere solo in quattro, il personale non è sufficiente, come i budget a disposizione per le terapie, dimezzato negli ultimi sette anni».

La struttura di Barcellona, che risale al 1925, la prima in Italia, ospita detenuti con problemi psichici che arrivano da tutta la Sicilia e dalla Calabria. «Ma a differenza delle altre strutture, noi siamo rimasti in mezzo al guado - dice Rosanìa - perché non è stato ancora recepito dalla Regione Siciliana il decreto della Presidenza del Consiglio del 2008 con cui la gestione di queste strutture deve passare dal Ministero della Giustizia al Servizio sanitario nazionale. Dunque, apparteniamo ancora al pianeta carceri e soffriamo di tutte le carenze e le difficoltà che ci sono oggi nelle carceri italiane, con in più la particolarità di essere una struttura che deve seguire i reclusi anche e soprattutto dal punto di vista sanitario. Purtroppo non abbiamo ancora un’organizzazione ospedaliera ma penitenziaria».

La sezione 2, quella visitata dal senatore Marino e dagli altri commissari, secondo quanto ha rivelato lo stesso direttore Rosanìa, sta per essere chiusa: «D’intesa con l’amministrazione penitenziaria abbiamo avviato già da mesi il piano per la completa ristrutturazione - chiarisce - al suo posto utilizzeremo una sezione che era destinata alla donne ma che non è mai entrata in funzione. D’altronde, la vicenda di Barcellona è contemplata all’interno del piano carceri varato dal governo e speriamo che nei prossimi mesi la situazione migliori».

Restano quei letti di contenzione che fanno pensare ai manicomi pre riforma Basaglia. A Barcellona la commissione presieduta da Marino ha trovato un detenuto legato ad uno di questi letti, peraltro arrugginito: «Era scarsamente sedato - ha raccontato il senatore Michele Saccomanno agli altri commissari, dopo l’ispezione compiuta assieme ai carabinieri del Nas - perché in grado di rispondere, coperto da un lenzuolo ma completamente nudo, con polsi e caviglie strettamente legati agli assi metallici del letto».

«Quei letti ci sono in tutte le strutture psichiatriche - spiega Rosanìa - e non solo negli opg; qui quando arrivai, alla fine degli anni ’80, ce n’erano ventiquattro, ora ce ne sono soltanto due. Ma bisogna rendersi conto che si tratta comunque di atti medici che rientrano nei cosiddetti trattamenti sanitari obbligatori. Solo che per gestirli al meglio occorrerebbero strutture piccole affidate a personale altamente qualificato».

Il problema del sovraffollamento si è aggravato da quando a Barcellona Pozzo di Gotto sono arrivati detenuti di altri ospedali psichiatrici giudiziari, trasferiti perché lì si stanno facendo lavori di ristrutturazione. «Il problema è strettamente di natura politica -avverte il direttore dell’opg di Barcellona- altre commissioni sono venute in passato, abbiamo più volte denunciato problemi e carenze. E questa è oggi la situazione».
fonte: www.lastampa.it
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