31 luglio 2010

La favola del “ponte sullo stretto” e i personaggi che ruotano intorno.


L’estate messinese all’ombra del Ponte ci rende spettatori di vari eventi: le manifestazioni e le “pedalate” No Ponte (che appaiono, a dire il vero, sempre più demoralizzate e fataliste); la annunziata inaugurazione dei locali, del Polo Scientifico dell’università a Papardo, in cui insediare il centro direzionale del consorzio Eurolink (general contractor per la realizzazione del ponte) con relativa partecipazione (nientemeno) del Ministro Matteoli, immediatamente smentita, pare debba essere prossimamente trasferita in altra sede; le sempre più invadenti trivelle che, in pieno periodo estivo, intasano Via Circuito scavando con una approssimazione tale (sembra che procedano davvero per tentativi) da mettere seriamente in dubbio la imminente redazione del progetto definitivo, con buona pace del ministro alle infrastrutture che si affanna a confermare il rispetto del crono programma e la prossima apertura dei cantieri.
A proposito di progetto definitivo, nelle scorse settimane Aurelio Misiti (MPA, già IDV, ancor prima Forza Italia) ha organizzato a Roma un convegno sul Ponte, invitando l’ing. Remo Calzona (ex capo dei progettisti della Stretto di Messina Spa, ora accanito oppositore del progetto a campata unica), ciò al fine di mettere in evidenza la assoluta necessità di aggiornamenti sul tema, dati i progressi raggiunti negli ultimi venti anni nell’utilizzo di leghe più leggere, ipotizzando la possibilità di installare le “torri” direttamente in mare in modo da evitare gli espropri (per lo meno quelli relativi alla fase di avvio dei cantieri) e di ridurre la campata a circa due chilometri (sfumerebbe l’opera “faraonica”). Tutto ciò presentando un emendamento alla manovra finanziaria di cento milioni di euro che prevedono la realizzazione di due grandi laboratori scientifici.
Altro elemento di nota: la recente presenza a Messina di Giuseppe Reina, sottosegretario alle infrastrutture e ai trasporti che ha attaccato frontalmente Ciucci “per il tentativo di scippo delle autostrade alla Regione siciliana”, il fatto che Ciucci rivesta la “doppia veste”, di presidente dell’ANAS e di a. d. della Stretto di Messina Spa, non darebbe garanzia al delicato rapporto Stato/ Regione siciliana alla costruzione del Ponte.

La congiuntura economica, i costi esorbitanti, le difficoltà di realizzazione, la incertezza di futura remunerazione del capitale investito ad opera di privati (quanto dovrà costare il pedaggio, in considerazione anche del probabile calo dei flussi di attraversamento?), per non parlare dell’enorme costo di manutenzione una volta realizzato il Ponte, sono aspetti che portano a pensare che l’opera non sarà realizzata; ma da parte di chi ha interesse a tenere in vita il “carrozzone progettuale” è importante diffondere nei cittadini la speranza di risolvere problemi, di ipotizzare promesse di posti di lavoro, di infondere speranze di vantaggi in ambito dell’indotto, di potersi sentire “protagonisti” di un luogo centro di molteplici interessi, anche turistici.
Ma, soprattutto, l’occasione del Ponte è ghiotta per la distribuzione di nuovi incarichi con sperpero di pubblico denaro, sicché la Stretto di Messina Spa ha nominato un comitato scientifico costituito da ben dodici nominativi, di cui non è dato conoscere i curricula e la motivazione di tali nomine.
Anche a livello locale da parte di comitati quali “obiettivo ponte” o “ponte subito” esistono fondate speranze di futuri incarichi da parte di ingegneri, e addetti a tutte le varie forniture di calcestruzzo e movimento terra.
In questo contesto l’affidamento di qualche “incarichetto” a livello locale è certamente in stato di avanzamento, esempio emblematico è rappresentato dall’ing. Giovanni Mollica, che fa da “compare” ad Eurolink, non si capisce bene in quale veste, ciò che è sicuro è che cerca di trovare il modo di far “penetrare” le trivelle nei vari complessi (in zona esproprio) a livello “amichevole”, telefonando a singoli conoscenti, magari promettendo compensi (modesti) per chi consente la perforazione del proprio giardino, come se iniziative del genere potessero essere di esclusiva competenza del singolo proprietario a prescindere dalla assemblea condominiale di cui fa parte. L’ing. Mollica, tra l’altro, si diletta a “filosofeggiare” con articoli titolati “Esopo e il ponte”, in cui parte dall’auspicio di migliaia di posti di lavoro salvo poi concludere che anche una decina sarebbero pur sempre una conquista. Intanto qualche mese fa affermava: “Il Ponte oggi come oggi non si può fare: non è previsto dal piano paesaggistico regionale” evidenziando tra l’altro “l’arroganza di Ciucci nei confronti della società civile messinese, abitanti di Ganzirri e Faro in testa” si è tuttavia astenuto dalla pubblicazione di un articolo sul tema. Soprattutto ha accuratamente evitato di affrontare un argomento difficilmente contestabile: la costruzione di un ponte non solo offende un incantevole paesaggio ma grava su due regioni dissestate da frane e alluvioni!
Se ci facesse sapere da che parte sta, qual è il suo auspicio per l’area dello stretto, e soprattutto per il suo tornaconto personale, fornirebbe un esempio di trasparenza e chiarezza delle sue posizioni nei confronti dei suoi concittadini.

Enza Loiacono
30 Luglio 2010
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