10 luglio 2010

P2. Nelle accuse a Carboni appare il fantasma della loggia coperta



di P.O.

È una nuova tempesta giudiziaria. Il governatore della Sardegna Ugo Cappellacci ha ricevuto dalla procura di Roma l’avviso a comparire nell’inchiesta sugli appalti eolici. Per i legali di Cappellacci il provvedimento presenterebbe vizi di forma per questo sarebbe nullo ma il governatore ha dichiarato di aver fiducia nella magistratura. Un’inchiesta, quella sull’eolico, che nel silenzio sta avendo proprie in queste ore sviluppi clamorosi.

Sono infatti finiti in carcere, alla vigilia dello sciopero dell’informazione nazionale, Flavio Carboni, 78 anni, il giudice tributario Pasquale Lombardi, 77 anni, e l’imprenditore Arcangelo Martino, lui 63. Secondo l’accusa della Procura di Roma, un’associazione a delinquere che attraverso la corruzione, l’abuso d’ufficio, la diffamazione e addirittura la violenza privata puntava a condizionare «il funzionamento di organi costituzionali e di rilevanza costituzionale» fino a inquinare e controllare «apparati della pubblica amministrazione dello Stato e degli enti locali». E con connotazioni inquietanti: «una realtà organizzata del tutto corrispondente alla cosiddetta legge della Loggia P2».

E come ai tempi di Gelli, è la rete di contatti che conta. L’associazione. Carbone e gli altri, sempre secondo la procura, lavorano per mesi instancabilmente a avvicinare uomini «in posizioni di rilievo in enti pubblici e apparati dello Stato» con l’obiettivo di ottenere «appalti pubblici, provvedimenti giudiziari e amministrativi favorevoli». Il «gruppo di potere occulto» ha successo. Secondo i pm avrebbe movimentato 4 milioni di euro come “investimento” in corruzione. E i pm segnalano anche che il “gruppo dirigente” di questa nuova (?) organizzazione occulta è stato intercettato al telefono con diversi parlamentari. Tra settembre e ottobre 2009 i tre tentarono un abboccamento con alcuni giudici della Corte costituzionale per condizionare in qualche modo il giudizio sul lodo Alfano, ma vista la sentenza finale con scarsi risultati. Il Lodo Alfano, nonostante la “pressione”, non passa in sede di Consulta.

E poi ci sono quelle riunioni. Almeno sei. Di cui una il 23 settembre a casa del coordinatore del Pdl Denis Verdini, esponente di spicco del partito di maggioranza già indagato per l’eolico e per i filoni di inchiesta sulla Protezione civile in Toscana e la ricostruzione de L’Aquila. A casa Verdini quella sera di settembre secondo i pm ci sono, oltre a Flavio Carboni, Lombardi e Martino, anche Marcello Dell’Utri, il sottosegretario alla Giustizia Giacomo Caliendo e i magistrati Antonio Martone e Arcibaldo Miller. Lombardi dirà a Caliendo in una telefonata in preparazione della cena: «E poi stasera chiamo Antonio (Martone) per quanto riguarda la Corte costituzionale. Amm’ fà nu poc’ na conta a vedé quanti sonn’ i nostri e quanti sonc i loro… andò sta o’ buono e ando sta o’ malamente… Poi vediamo come bisognerà raggiungere i contrari… ci sono tutti i mezzi possibili».

Ai magistrati Flavio Carboni ha confermato di conoscere personalmente Denis Verdini e anche Marcello Dell’Utri. Ha confermato che, la sera del 23 settembre, i due esponenti politici erano a cena a casa di Verdini (nella foto). Ha ammesso di aver sostenuto la candidatura di Ignazio Farris alla presidenza della società Arpas in Sardegna come “conditio sine qua non” per far affluire capitali nell’isola. Ma ha negato che durante l’incontro si sia parlato di come intervenire sulla Consulta che stava decidendo sul Lodo Alfano. Simile la versione fornita dal magistrato Martone: «Non ho mai fatto nessuna pressione sui giudici della Corte costituzionale». Come, del resto, anche sottosegretario Caliendo che ha confermato la sua partecipazione a una cena, specificando però che «non si parlò del lodo».

Ma secondo i pm le attività del gruppo non si sarebbero fermate qui. Emergono intercettazioni che racconterebbero come questi sostenessero la candidatura alla presidenza della Regione Campania di Nicola Cosentino, sottosegretario alle Finanze indagato per concorso esterno in associazione camorristica.

E anche come si sarebbe operato un intervento sulla Suprema Corte per evitare alla Mondadori il pagamento di 200 milioni di euro per evasione fiscale. O come Lombardi esercitasse pressioni su componenti del Csm, cercando di pilotare diverse nomine di alti magistrati, tra cui il campano Alfonso Marra, alla presidenza della Corte di appello di Milano. Marra, che poi venne eletto a febbraio con il voto determinante di componenti del centro destra e a cui immediatamente Lombardi chiese un intervento per la riammissione della lista alle regionali “Per la Lombardia” del governatore uscente Formigoni.

E intanto Carboni, poco prima di presentarsi all’interrogatorio davanti ai magistrati, ha lanciato pubblicamente un messaggio trasversale, assolutamente ininfluente ai fatti contestati, che apre di fatto uno scenario ancora più inquietante in questa storia di presunti ricatti e manovre occulte: «Si, Arcangelo Martino, l’imprenditore ed ex assessore campano della Dc che avete arrestato assieme a me – avrebbe infatti detto Carboni – è l’uomo che presentò il papà di Noemi Letizia a Silvio Berlusconi».

NB (questa notizia non la potreste leggere se venisse approvato il testo attuale del DDL intercettazioni)

Posta un commento

Avvertenze sul blog











SOSTIENI QUESTO BLOG - Adotta l'Informazione Libera Contribuisci alla libertà di essere informato bastano pochi euro e l'impegno di tutti. Anche 1 euro, grazie a tutti.

Sostieni questo blog, adotta l'informazione libera.


Scopo: Malgradotuttoblog

RICARICA postepay: 4023 6006 4546 1221


Questo blog, sostiene la libera e gratuita diffusione delle idee; è pubblicato sotto una Licenza
Creative Commons. Tu sei libero di modificare ed usare a tuo piacimento tutti i contenuti presenti sul blog all' unica condizione di citarne la fonte.
Questo blog non rappresenta una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato senza nessuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n°62 del 7/3/2001.