18 agosto 2010

Berlusconi nell’affare San Raffaele del Mediterraneo in Puglia


di Nino Sangerardi

In questo tempo sbandato tocca vedere tracce notevoli della famiglia Berlusconi nei dintorni della realizzazione di una pubblica opera: l’ospedale. Il 28 maggio 2010 nelle stanze della Cittadella della Carità di Taranto, innanzi un notaio, si costituisce la Fondazione San Raffaele del Mediterraneo. Gestirà il complesso ospedaliero da costruire nel quartiere Paolo VI del capoluogo jonico. Presidente della Fondazione San Raffaele Monte Tabor di Milano, ispiratore e protagonista della Fondazione San Raffaele del Mediteraneo, è Don Luigi Verzè. Triste scherzo del destino ecclesiastico: nell’anno 1964 fu Papa Paolo VI, Giovanni Battista Montini, a sospendere dal sacerdozio Don Luigi Maria Verzè con l’ammonimento “… occupati più di sacramenti che degli affari”.

Sono presenti e firmano l’atto il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, Angelo Domenico Colasanto per l’Asl Taranto e Vito Santoro del San Raffaele di Milano. Il Consiglio di amministrazione è formato da Paolo Ciaccia (presidente, avvocato, designato dalla Regione Puglia), Renato Botti (vicepresidente, nonchè direttore Area Sanità San Raffaele di Milano), Vittorio Dell’Atti (presidente Collegio sindacale, prof.Ordinario Economia aziendale Università di Bari). Consiglieri i signori: Enrico Piana e Vito Santoro in rappresentanza della Fondazione San Raffaele di Milano, il prof. Gianvito Giannelli e Rosa Moscogiuri in rappresentanza della Regione Puglia. Il costo del nuovo Ospedale Polo Tecnologico è di 120 milioni di euro, versati interamente dalla Regione Puglia. Perplessità affiorano in merito all’opzione della Fondazione San Raffaele di Milano fatta dalla Giunta regionale pugliese. Il Consiglio di Stato di recente ha sentenziato che la Fondazione San Raffaele milanese “… svolge attività commerciale…il fatto che non persegua utili o che gli utili siano reinvestiti nell’attività non esclude che essa svolge iniziative di carattere economico con modalità tali da consentirle di permanere sul mercato e di concorrere con altre strutture enti e società che operano nel settore sanità”.

E allora, perchè il Governo pugliese non ha indetto la dovuta gara d’appalto per la conduzione del nosocomio tarantino? Il possibile conflitto d’interessi della famiglia Berlusconi a fronte della Fondazione San Raffaele del Mediterraneo si evince dal fatto che a fine dicembre 2009 i Berlusconi si aggiudicano, con il 24% delle azioni, la maggioranza della MolMed spa, sede a Milano. Quest’ultima che cosa è? Acronimo che vuol dire “molecular medicine”, sodalizio imprenditoriale specializzato in biomedicina e sviluppo di terapie inerenti le patologie del cancro. Il 26 aprile 2010 l’assemblea di MolMed spa– Fininvest 24%, Science Park Raf 20,98%, Airan Servicos de Consultadora e Marketing Lda 14%, Delfin Sarl 8,5%, H. Equity Sicar 8,12%, Arnar Bank 2,15% e il 21,956% al Mercato borsistico– elegge il consiglio di amministrazione. Chi c’è dentro? Luigi Berlusconi, figlio di Silvio, Renato Botti, Maurizio Carfagna, Riccardo Cortese, Sabina Grossi, Marina Del Bue, Alessandro De Nicola, Alfredo Messina, Paolo Michele Castelli, Massimiliano Frank. Azionisti di Molmed spa sono due sodali dell’on. Silvio Berlusconi: Ennio Doris con l’8% (presidente di Banca Mediolanum, consigliere della Fondazione San Raffaele Monte Tabor di Milano, nonché consigliere della Fondazione Biblioteca via Senato a Milano del senatore Pdl Marcello Dell’Utri) e Leonardo Del Vecchio presidente di Luxottica spa. Ricapitolando: Renato Botti è vicepresidente della neonata Fondazione San Raffaele del Mediterraneo e contemporaneamente consigliere di amministrazione di MolMed spa — posseduta in parte rilevante dal consigliere Luigi Berlusconi con soci spettabili e amici in affari (Doris e Del Vecchio) — direttore Area Sanità del San Raffaele di Milano il cui fondatore è Don Luigi Verzè padre spirituale di Silvio Berlusconi, presidente del Gruppo Merceologico Sanità in Assolombarda, consigliere d’amministrazione di Telbios spa che insieme a MolMed spa sono partecipate dalla controllata Science Park Raf. A chi spetta la vigilanza e il controllo amministrativo e politico degli ospedali vecchi e nuovi italiani? Al Ministero della Sanità. Ministro della Sanità è Ferruccio Fazio, nominato dal Primo Ministro Silvio Berlusconi, già direttore dei Servizi di radioterapia al San Raffaele di Milano, socio di Tecnodim spa con sede nel San Raffaele di Milano, presidente del Laboratorio San Raffaele di Cefalù. In base a quanto sopra elencato, si è in presenza di un modico conflitto d’interessi? Sembra proprio di sì. Il 15 febbraio 2010 Don Luigi Verzè nel corso di una riunione in quel di Taranto ha esclamato: “Vengo in Puglia per trovare un amico: Vendola. Nichi, fossero come te tutti i politici. Non dovrei parlare di politica ma ve lo confesso: Silvio Berlusconi è entusiasta di Vendola”.

Non è facile comprendere il motivo per cui il Governatore Nichi Vendola sceglie di creare una Fondazione ospedaliera con Don Luigi Maria Verzè, Renato Botti e contorno di Luigi Berlusconi, Ennio Doris e varia comitiva familiare e politica di stampo berlusconiano. E soprattutto: possibile che in Puglia non esistano politici, imprenditori e banche in grado di raccogliere 120 milioni di euro per edificare un moderno ospedale? La prima pietra del Polo Biomedico e Oncologico del Sud Italia di proprietà della Fondazione San Raffaele del Mediterraneo verrà adagiata il 5 novembre 2010, in quanto ricorre il centenario della nascita di Monsignor Guglielmo Motolese che pare abbia illuminato la mente del reverendo Don Verzè sulla sanità pugliese: “Un progetto ispirato da Dio”, declamò il prete meneghino. Parteciperà alla cerimonia anche il capostipite della famiglia Berlusconi, in qualità di Presidente del Consiglio dei Ministri?
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