28 agosto 2010

'Ndrangheta, le mani sulla Toscana


Che la 'ndrangheta fosse presente in Toscana, era ormai risaputo da qualche anno. Andando in ordine, già dal 1995, il direttore Giovanni Verdicchio in una sua relazione alla Commissione Antimafia (‘Ndrangheta e Camorra in Liguria e Toscana p. 8 – E. Ciconte Criminalità Organizzata in Toscana 2009), segnala attività di riciclaggio di denaro sporco e truffa da parte delle cosche Mancuso di Limbadi di Vibo Valentia, degli Alvaro di Sinopoli e dei Nirta di S. Luca.

Nel 1995 secondo la Dia fiorentina, un noto barone della medicina, poi arrestato, offriva i propri servizi di intermediario per riciclare i miliardi della ‘ndrangheta. Nel 2004 l’operazione "Decollo bis", porta all’arresto di ben 112 persone su ordine del Gip di Catanzaro, ma già ulteriori sentori di presenza mafiosa in Toscana, venivano segnalati da due articoli apparsi su due importanti quotidiani usciti nel gennaio del 2000 e nell’ottobre del 2003 (Repubblica e La Nazione). Il 3 febbraio 2010, nella provincia di Siena, la 'ndrangheta è coinvolta in un traffico di immigrati clandestini in una inchiesta eseguita dalla squadra mobile di Reggio Calabria. 67 arresti: 32 italiani e 35 indiani con introiti illegali per 6 milioni di euro. L’11 maggio 2010 le cosche della ‘ndrangheta, mettono mano anche agli introiti nello smaltimento dei rifiuti in Toscana. A scoprirlo la squadra mobile della questura di Cosenza che mette i ferri a sette esponenti di questa organizzazione. Secondo gli inquirenti, un esponente di spicco di Confindustria di Lucca, sarebbe stata il raccordo tra i calabresi e il mondo degli appalti in Toscana. Ulteriori conferme delle infiltrazioni della ‘ndrangheta sul territorio toscano vengono anche dalla chiusura del processo che ha visto la condanna di sei persone per favoreggiamento.

Per concludere e venire ai giorni nostri, una cosca della ‘ndrangheta che si trapianta in Toscana con armi e bagagli e metodi mafiosi. Il tutto è emerso da una indagine del pm antimafia Ettore Squillace Greco che è sfociata ieri (26 agosto 2010), con otto arresti eseguiti dagli inquirenti a Montepulciano. Per ordine di Giuseppe Crea della cosca Rizziconi, nel 2008, un imprenditore senese era stato sottoposto ad ogni genere di vessazione: incendi, furti, minacce. Il boss Crea condannato per omicidio e associazione mafiosa era detenuto a Spoleto in semi libertà ed evidentemente, aveva tutto il tempo di occuparsi degli affari di famiglia. Aveva cercato di costringere l’imprenditore a versare 2 milioni di euro fronte di un prestito molto inferiore. Dati e fatti che rafforzano la tesi che la Toscana non è indenne da infiltrazioni della criminalità organizzata. che non si vede però di conseguenza, un’attivazione seria e concreta degli amministratori che, salvo alcune eccezioni, sono legati ancora all’idea che la Toscana sia e continui ad essere, un’isola felice. Non bastano proclami o finanziamenti a progetti, ma servono istituzioni che facciano rete e che stabiliscano patti di legalità sui territori di competenza coinvolgendo e formando chi è chiamato a guidare istituzioni e enti pubblici perché è qui che la criminalità organizzata cerca gli agganci per i loro interessi in loco.
fonte: liberainformazione.org
Posta un commento

Avvertenze sul blog











SOSTIENI QUESTO BLOG - Adotta l'Informazione Libera Contribuisci alla libertà di essere informato bastano pochi euro e l'impegno di tutti. Anche 1 euro, grazie a tutti.

Sostieni questo blog, adotta l'informazione libera.


Scopo: Malgradotuttoblog

RICARICA postepay: 4023 6006 4546 1221


Questo blog, sostiene la libera e gratuita diffusione delle idee; è pubblicato sotto una Licenza
Creative Commons. Tu sei libero di modificare ed usare a tuo piacimento tutti i contenuti presenti sul blog all' unica condizione di citarne la fonte.
Questo blog non rappresenta una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato senza nessuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n°62 del 7/3/2001.