7 settembre 2010

Cedro d’oro a Berlusconi, Vendola, don Verzé e Ligresti


fonte video: theab74v

di Gianni Lannes

Silvio Berlusconi è un individuo geniale, è una persona che ha veramente dei tratti strabilianti; self made man che riesce a costruire – come posso dire – un’intera epopea della vita culturale nazionale. E’ un prototipo di uomo nuovo che si è saputo imporre sulla scena italiana.

Alzi la mano chi rammenta la paternità di queste dichiarazioni. A tessere gli elogi del piduista di Arcore (tessera 1816) è nientedimeno che Nichi Vendola nella trasmissione radiofonica di Radio 3, condotta dall’ex compagna Ritanna Armeni. Salvatore Borsellino, fratello di Paolo, trucidato assieme alla sua scorta di polizia commenta: «Allucinante. Forse non ci siamo persi qualcosa, forse ci siamo fatti prendere in giro fino ad ora o forse anche Vendola ha ritenuto opportuno, visti i tempi, di vendersi anche lui prima che fosse troppo tardi». Anche il professor Stefano Sylos Labini non ha dubbi: «Bene, bene. Di bene in meglio. Adesso inizio a capire anche il nome “Sinistra e Libertà”. Un individuo geniale, secondo Vendola, che da decenni sta massacrando la testa della gente con i suoi programmi televisivi spazzatura e che si è tenuto dentro casa un boss mafioso pluriomicida condannato all’ergastolo (Vittorio Mangano), considerato da Paolo Borsellino la testa di ponte tra cosa nostra e Milano. E mi fermo qui». Meno male che Nichi quel giorno aveva la febbre, altrimenti chissà cos’altro avrebbe rivelato. Anche in una puntata di Anno Zero Vendola ha accennato ad “una genialità comunicativa del premier pro tempore”.
Anche mio nonno sarebbe stato un genio comunicativo se avesse avuto il monopolio illegale delle tv e le mafie come supporto, senza necessità di combattere i fascisti e i padroni. In Italia la memoria sociale ha le gambe corte. Il dramma è la pavidità dell’opinione pubblica (silente). E poi senza questa specie di sinistra rapace, traditrice, imbelle, inetta, arrogante, autoreferenziale e corrotta, il signor B. sarebbe da un bel pezzo in galera. Addirittura un premio ma non solo – il cedro d’oro – accomuna Berlusconi, Vendola e il reverendo Verzé.

Urge un passo indietro – almeno due anni – nel paese degli smemorati. Narrano le cronache o meglio i lanci delle agenzie di stampa (Agi) dell’1 giugno 2008: «Taranto sarà la sede di un grande centro di eccellenza per la sanità. Sarà il San Raffaele del Mediterraneo e la prima pietra sarà posta prima di Natale». Lo ha annunciato don Luigi Maria Verzè, presidente dell’Istituto scientifico universitario San Raffaele, a margine della terza giornata nazionale del malato oncologico, celebrata oggi presso l’IRCCS di Milano. Circa due settimane fa, con Niki Vendola, presidente della regione Puglia, don Verzè ha firmato un protocollo d’intesa per una joint venture, una fondazione no profit tra regione Puglia e il San Raffaele per realizzare il nuovo polo del ‘Mediterraneo’, come lo ha già battezzato don Verzè. Le celebrazioni di questa mattina al San Raffaele prevedevano anche la premiazione del ‘cedro d’oro’ che quest’anno e’ stato assegnato oltre che al presidente del consiglio dei ministri Silvio Berlusconi anche a Niki Vendola e a Salvatore Ligresti. Proprio ieri don Verzè ha raccontato di aver sentito il presidente della Puglia al telefono e di essere rimasto d’accordo con lui che il premio glielo avrebbe consegnato di persona al momento della posa della prima pietra. Don Verzè rivolgendosi al sottosegretario con delega alla salute Ferruccio Fazio, seduto in prima fila ha detto: “noi vogliamo ‘raffaelizzare’ ogni ospedale d’Italia. Perche’ ovunque ci deve essere un centro di cura e di assistenza eccellente, con una ricerca eccellente e un’Universita’ eccellente”. Durante il suo discorso il ‘don’ ha voluto accanto sul palco Francesco De Lorenzo che conosce da molto tempo. A lui, per l’impegno, il coraggio e la determinazione, don Verze’, ha voluto dare un riconoscimento, nominandolo “medico-sacerdote”». Scrive il Corriere della Sera (2 giugno 2008): «Un ospedale San Raffaele a Taranto. Per costruire «un polo di eccellenza nel Mediterraneo». E tendere la mano «ai tanti pazienti che ci chiedono di arrivare in Puglia». Don Luigi Verzé ha assicurato che «la posa della prima pietra sarà entro Natale». Un obbiettivo in linea con quelli del governo.

Ferruccio Fazio, sottosegretario con delega alla Sanità, ha annunciato che una della priorità del nuovo esecutivo è proprio quella di «migliorare la sanità nel sud Italia». Alla cerimonia di consegna del «Cedro d’ oro», all’ istituto di via Olgettina, si è parlato anche di futuro. Il premio della Favo, Federazione italiana associazioni volontariato in oncologia, è destinato alle personalità che si distinguono per il loro interesse verso i malati oncologici. Quest’ anno sono stati insigniti il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, presidente della Regione Puglia Nichi Vendola, al presidente onorario di Fondiaria-Sai Salvatore Ligresti, e alla presidente dell’ associazione Attivecomeprima Ada Burrone. Oltre che allo stesso don Verzé». In soldoni sonanti: Berlusconi, Ligresti, De Lorenzo, don Verzé e, ciliegina sulla torta, Nicola Vendola.
Riassunto delle ultime puntate: il 6 agosto scorso il governatore Vendola ha elargito i primi 60 milioni di euro (prevista altra tranche di pari importo in denaro pubblico) alla fondazione san Raffaele del Mediterraneo, controllata da Berlusconi attraverso il prete-manager. Obiettivo: chiusura di due ospedali pubblici ed apertura di un nosocomio a tutti gli effetti privato, come ha dimostrato il ricorso straordinario al presidente della Repubblica. Perché Vendola assomiglia tanto a Berlusconi? Entrambe queste due “star” godono del seguito di fedeli entusiasti ed inaccessibili ad ogni argomento razionale, intontiti dalle loro baggianate. Per entrambi – contagiati evidentemente dalla santità come asserisce il Verzé – il principio di non contraddizione non funziona. Del resto, a tutti gli effetti sono gli unici due politicanti in Europa a comparire da anni sui media senza contraddittorio. Identico risulta anche il segreto (presunto) della popolarità: offrono alle masse obbedienti ma sempre più sparute soluzioni semplici per problemi complessi. In caso di difficoltà si ricorre al solito complotto: dietro c’è Fitto oppure i comunisti che mangiano i bambini. Per anni Vendola ha certificato che in Puglia imperversavano mafie ed ecomafie. Nel 2005 appena viene eletto governatore, il pre-Obama bianco compie il miracolo: le organizzazioni criminali di un certo stampo svaniscono per sempre dalla circolazione. La critica a Vendola come a Berlusconi è inutile. Nella prossima campagna elettorale sarà una gara fra Nichi e Silvio a chi sconfigge prima il cancro, con la benedizione dell’amico comune don Verzé. Allora: stop al televoto.

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