19 settembre 2010

Fininvest contro Colletti sporchi. Intervista a Ferruccio Pinotti




Sono trenta le pagine con cui, poche settimane fa, Fininvest rivendicava "gli ingentissimi danni non patrimoniali" che il libro-intervista "Colletti Sporchi" (Rizzoli-Bur, 2008) avrebbe arrecato all'azienda del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Coinvolti sono i due autori di copertina: il giornalista Ferruccio Pinotti e il pm della Direzione Distrettuale Antimafia di Roma Luca Tescaroli, colui che condannò all'ergastolo gli esecutori materiali della strage di Capaci in cui persero la vita Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli agenti della scorta.
Oggetto del contendere, sarebbero alcune dichiarazioni del pentito Salvatore Cancemi, reo confesso della strage di Capaci. Dichiarazioni che però all'interno del libro rimangono perlopiù marginali, ma riportano all'attenzione del lettore (anche se il libro dopo quasi due anni è praticamente introvabile) le indagini riguardanti Alfa e Beta, ovvero i nomi in codice di Silvio Berlusconi e Marcello Dell'Utri i quali comparivano come accusati di "reato di concorso in strage per finalità terroristica e di eversione dell'ordine democratico" nell'indagine antimafia di Tescaroli poi archiviata con non poche polemiche.
La testimonianza che fa scattare l'azione legale riguarda i "200 milioni di lire a titolo di contributo" che Fininvest avrebbe versato periodicamente a Cosa Nostra. Dichiarazione però mai contestata prima in nessuna sede legale. L'intervista ci aiuta a capire che probabilmente questo "danno non patrimoniale" sembra essere un effetto collaterale, di una guerra avviata da tempo dal premier contro la magistratura. Insomma, come dichiara lo stesso Pinotti pare essere più un "atto dal sapore preventivo" in attesa della prosecuzione delle indagini ancora vive sui mandanti occulti delle stragi del 1992 e '93.
Proprio dal Presidente dell'Anm di Palermo, Antonino Di Matteo arriva solidarietà per Tescaroli: "Evidentemente, nel nostro Paese diventano sempre più palesi i frequenti tentativi di intimidire quei magistrati che 'osano' indagare a fondo sui rapporti tra la mafia e il potere. Argomento sul quale da troppe parti vorrebbe imporsi il silenzio". Proprio lo stesso Tescaroli viene più duramente accusato da Fininvest. E' infatti probabile che il magistrato oltre a difendersi dalla querela, valuterà di intraprendere iniziative giudiziarie più forti come una controquerela per intimidazione e violenza privata.
Il processo si aprirà a Verona il 21 novembre, salvo essere spostato a Milano per incompetenza territoriale, dal momento che il libro è stato stampato nella città meneghina. Di seguito l'intervista a Ferruccio Pinotti. Fininvest contattata ha risposto che "secondo una prassi consolidata" i legali dell'azienda non rilasciano dichiarazioni in merito alla vicenda.

Il libro esce nel 2008, quindi due anni fa. Come mai la querela arriva nel 2010 a due anni dalla pubblicazione? Quali potrebbero essere i motivi di questo timing?
Effettivamente è molto strano che la querela non sia stata effettuata subito, soprattutto se loro ritenevano vi fossero profili diffamatori. La seconda cosa strana è che la querela non è stata fatta da Berlusconi o Dell'Utri ,di cui le vicende vengono ripercorse da Tescaroli nel corso dell'intervista esclusiva che mi ha concesso nel libro relativamente all'inchiesta sui mandanti occulti delle stragi del '92, ma viene fatta dalla Fininvest che viene marginalmente citata nel libro nel corso di una trattazione di vicende ben più ampie.
A questo punto si tratta di capire le motivazioni: o si tratta, come si evince dalla tonalità della querela, di un attacco ai magistrati che si sono occupati di queste vicende, oppure facendo una lettura più sottile, potrebbe trattarsi di un atto preventivo relativamente al fatto che la Procura di Caltanissetta, nella persona del procuratore Lari, ha detto che l'inchiesta sui mandanti esterni è ancora aperta. Inchiesta che com'è noto si basa molto su quella di Tescaroli che poi finì con una discussa archiviazione con i contrasti tra lo stesso Tescaroli e il dottor Tinebra.
Per quanto riguarda queste inchieste, in particolare quelle su Stato e Mafia Lari ha espresso il suo giudizio dicendo che potrebbero uscire a breve importanti rivelazioni al punto che la politica potrebbe non sopportarle, mentre per quanto riguarda i mandanti occulti la conclusione è un po' più lontana, ma l'inchiesta rimane aperta. Sui mandanti occulti risulta anche che se ne stia occupando la Procura di Firenze da sempre impegnata sulla strage di Via dei Georgofili del '93. E' quindi probabile che questa querela abbia un valore preventivo di fronte a una possibile uscita di notizie che richiamano la vicenda.

Siete sorpresi dalla ricezione dell'atto giudiziario?
Si, molto, soprattutto perchè non è un atto penale, ma un atto civile che parla di danni nei confronti di un libro che ormai è praticamente introvabile. In seconda istanza è vero che viene coinvolta Fininvest e l'origine dei suoi capitali, ma non viene detto che Fininvest abbia effettuato riciclaggio o attività di questo tipo. Insomma, appare più un attacco abbastanza strumentale ad un magistrato e con lui a un giornalista e a una casa editrice, perchè anche Rizzoli è stata querelata, che hanno cercato di ricostruire vicende ormai storiche sentendo non solo Tescaroli ma anche magistrati come Di Matteo, Petralia, Gratteri, Ingroia e Caselli, e non solo magistrati. Il nostro è un libro che affronta il tema dei colletti bianchi in generale e non in particolare su Fininvest

Punto focale della querela sembrano essere le dichiarazioni, citate da Tescaroli, del pentito Cancemi, il quale però è dichiarato , con le dovute cautele, attendibile, e non è mai stato citato da nessuno per calunnia o diffamazione.
E' così. Vengono contestate dichiarazioni di Cancemi che è reo confesso della strage di Capaci, non proprio l'ultimo dei pentiti. Le sue dichiarazioni sono state discusse, lo stesso Tescaroli dice di prenderle con la dovuta cautela, ma Cancemi effettivamente non è mai stato nè querelato nè condannato per diffamazione o calunnia. Per questo si capisce difficilmente questa scelta di concentrarsi sulle dichiarazioni di Cancemi che vengono semplicemente riportate da Tescaroli e che sono ampiamente pubbliche e reperibili in atti giudiziari e citate anche da altri colleghi giornalisti. Certo, è facile rilevare che contro Tescaroli c'è una campagna che non inizia di certo oggi. E' stato oggetto fin dai tempi delle indagini sui mandanti occulti di attacchi provenienti da un certo ambiente che lo ritiene come un magistrato che da fastidio.

Quali saranno, a questo punto, le vostre difese?
Sicuramente andremo in tribunale a difenderci. Tescaroli sta addirittura valutando di fare una controquerela per intimidazione e violenza privata, in quanto ritiene che l'atto contenga elementi diffamatori. Per quanto mi riguarda sto valutando le azioni da intraprendere. Per ora stiamo valutando anche tecnicamente il dafarsi con i miei avvocati e quelli del gruppo Rizzoli.

Alpha e Beta nella foto
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