5 settembre 2010

"Se c'è qualcuno che deve tutto a Bach, è proprio Dio".





"Senza Bach, Dio sarebbe sminuito. Senza Bach, sarebbe un personaggio di terz'ordine. Solo con Bach si ha l'impressione che l'universo non sia un fallimento. In lui tutto è profondo, reale, senza finzioni. Non si può sopportare Liszt dopo Bach. Se esiste un assoluto, è Bach. Non si possono avere sensazioni simili con un'opera letteraria, perché in Bach non c'entra il linguaggio. Certo, ci sono dei testi su Bach, ma non eccezionali. Il suono è tutto. Bach dà un senso alla religione. Bach compromette l'idea del nulla dell'altro mondo. Non tutto è illusione quando si ascolta un tale richiamo. Ma è Bach, soltanto Bach a fare questo, non importa che nella vita fosse un uomo mediocre. Senza Bach sarei un nichilista assoluto.

Bach per me è un dio. Non riesco a concepire che ci siano persone che non capiscono Bach, eppure ce ne sono. Io credo che la musica sia veramente l'unica arte capace di creare una complicità profonda tra due esseri umani. Non la poesia, soltanto la musica. Chi non è sensibile alla musica soffre di una infermità enorme. E' impensabile che qualcuno possa essere insensibile a Schumann e Bach, mentre ammetto benissimo che qualcuno possa affermare di non amare la poesia. Ma nel caso della musica è un'altra cosa, è qualcosa di molto grave.

La musica...è l'unica arte che conferisca un senso alla parola assoluto. E' l'assoluto vissuto, vissuto però tramite un'immensa illusione, visto che si dissolve subito al ristabilirsi del silenzio. E' un assoluto effimero, un paradosso, insomma. Questa esperienza, per poter durare, deve essere rinnovata all'infinito, simile all'esperienza mistica, della quale, una volta ritornati alla quotidianità, non resta traccia. La musica è il linguaggio della trascendenza. Il che spiega le complicità che crea tra gli esseri umani. Li immerge in un universo dove cadono le frontiere.

Al mondo della musica si accede veramente solo quando si oltrepassa l'umano. La musica è un universo, estremamente reale seppure inafferrabile ed evanescente. Un individuo che non possa penetrarvi, perché insensibile alla sua magia, è privo della ragione stessa di esistere. Il supremo gli è inaccessibile. Comprendono la musica soltanto quelli a cui è indispensabile. La musica deve farti impazzire, altrimenti non è nulla."

EMIL M. CIORAN (1911-1995)
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