19 ottobre 2010

Agrigento: Mafia e politica, i pentiti svelano le dinamiche del voto condizionato


Friday 15 October 2010

Mafia e politica, binomio ormai inscindibile anche alla luce degli ultimi avvenimenti registratisi in provincia di Agrigento culminati con la cattura del sindaco di Castrofilippo e con l’indagine a carico dell’ex vicepresidente della Regione siciliana, Michele Cimino. I collaboratori di giustizia con le loro dichiarazioni tracciano scenari davvero inquietanti.

Ecco cosa afferma Luigi Putrone: a Porto Empedocle eravamo liberi e ciascuno votava chi voleva, tranne nell’elezione del 1987 in cui Salvatore Fragapane ci disse di votare P.S.I.. Alle elezioni politiche del 1994 Fragapane mi disse che dovevamo votare per Forza Italia, perché così avremmo avuto l’abolizione del 41 bis e la legge sui collaboratori di giustizia; erano direttive di Palermo.

Fragapane già latitante mi disse che dovevo dire a tutti gli agrigentini di votare in questo modo. Ho visto Fragapane era latitante a Santa Elisabetta da … omissis…, che però non era presente al colloquio. Tornato a Porto Empedocle, ho parlato della questione con Alfonso Falzone e poi ho ripetuto lo stesso ordine a tutti gli affiliati, Albanese, mio fratello Giuseppe, i Messina e a tutti gli avvicinati. In quell’occasione non erano state date indicazioni sul candidato da votare. Invece nelle successive elezioni del 1996 abbiamo dato i voti a… omissis, e ancora era arrivato da Leonardo Fragapane l’ordine di votare per Forza Italia. L’ordine per Forza Italia era stato da Leonardo Fragapane, mentre il nominativo di … Omissis… venne in mente a me una volta che parlai con Arturo Messina e dissi che siccome c’era questo …omissis… candidato potevamo votare lui; Messina mi disse che era d’accordo perché conosceva …omissis… ed era uno … con cui “si poteva parlare”. Non mi disse se il soggetto aveva già fatto favori, mi disse solo che era una “brava persona” nel senso di Cosa Nostra cioè avvicinabile e persona cui si potevano chiedere favori.

Messina mi raccontò di essere stato a casa di questo …omissis… di sera per chiedergli un favore, ma non ricordo di cosa si trattasse. Abbiamo tutti votato… omissis; credo che lo stesso abbia avuto circa trecento voti da noi solo a Porto Empedocle. Non ho mai conosciuto …omissis… né prima né dopo quest’episodio. Nulla so riferire di appoggi dati da Cosa Nostra ad altri esponenti politici di partiti politici diversi da Forza Italia. Non poteva certamente mancare Maurizio Di Gati: Cosa nostra aveva interessi ad intrattenere rapporti con la politica locale soprattutto per offrire lavoro a parenti o amici in occasione di concorsi pubblici, e poi per pilotare e gestire gli appalti pubblici. In passato, secondo quanto mi raccontava mio fratello Diego, circa un mese prima delle elezioni comunali, tutti i leader politici locali si rivolgevano al capo della famiglia mafiosa di Racalmuto, Alfonso Alfano Burruano, chiedendo il sostegno di Cosa nostra. Omissis… Si decideva allora per chi votare. Generalmente si dividevano i voti: c’era chi avrebbe votato per la D.C., chi per i socialisti. La mia famiglia, per tradizione, votava socialista. Anche i miei fratelli Beniamino e Carmelo si candidarono al consiglio comunale e Carmelo fu persino eletto. Si candidarono per interessi personali (mio fratello Beniamino voleva ottenere il trasferimento da Milano), non eravamo ancora affiliati a Cosa nostra. Solo mio fratello Diego all’epoca, era uomo d’onore, da 4 o 5 anni rispetto al suo decesso avvenuto nel 1991. Quando mio fratello Carmelo fu eletto, cercammo di ottenere delle agevolazioni e dei posti di lavoro nelle amministrazioni pubbliche locali, facendo leva soprattutto sul fatto che la mia famiglia è molto numerosa, e quindi disponevamo di molti voti nelle varie occasioni elettorali.

Anche a me proposero un posto di bidello al comune di Canicattì, ma io rifiutai; il posto di bidello a Racalmuto toccò a omissis…, cugino di Giuseppe Macaluso, poi morto nella seconda strage di Racalmuto. Fino al 1993 non mi interessai affatto di politica. Ho cominciato ad avere qualche contatto con la politica, come esponente mafioso della famiglia mafiosa di Racalmuto, solo nel 1996. Negli anni della guerra di mafia i vecchi esponenti politici di cui ho già parlato si defilarono dalla scena. Ribadisco che tutti i leader in occasione delle elezioni si rivolgevano a Cosa nostra per ottenerne il sostegno. Cosa nostra poteva contare su circa 200 – 300 famiglie del paese. dell’on. le omissis… me ne parlò per la prima volta Giuseppe Nobile di Favara. Nel 1998 Giuseppe Nobile era candidato al Consiglio Provinciale di Agrigento nella lista di Forza Italia: mi richiese l’appoggio elettorale nella zona di Racalmuto e di Grotte. Gli chiesi se Giuseppe Vetro era a conoscenza della sua candidatura. Mi riferì di avere già parlato con il Vetro e di avere ottenuto il suo benestare. Nella stessa occasione mi riferì che era appoggiato dall’onorevole omissis.., di Agrigento. A dimostrazione dei suoi buoni rapporti con omissis…, tra l’altro, mi mostrò nella sua agendina personale i numeri telefonici dell’onorevole.

Quando mi incontrai con Giuseppe Vetro questi mi riferì che i nostri “amici” di San Giovanni Gemini, i Longo, erano stati sensibilizzati su questa candidatura. Giuseppe Nobile comunque fu il primo dei non eletti. Nel 2000 con l’operazione “Fratellanza” arrestarono Giuseppe Nobile e dopo anche il latitante Giuseppe Vetro. Giuseppe Nobile fu scarcerato quasi subito. Dopo circa un anno dalla sua scarcerazione entrò in Consiglio Provinciale in sostituzione di un consigliere che non ricordo e successivamente nel luglio 2002 venne arrestato nuovamente nell’operazione “Cupola”. Sono sicuro che l’onorevole omissis fosse consapevole dell’appartenenza di Nobile a Cosa nostra. In concreto omissis venne da noi appoggiato in quanto appartenente ad una forza politica che si sarebbe impegnata nell’alleggerimento della normativa antimafia ed infatti, di ciò ne parlai pure con Leo Sutera che era collegato con Guttadauro di Brancaccio e a sua volta con Provenzano: in sostanza c’era la promessa politica dell’on. omissis di “alleggerire” nella sua attività politica le leggi relative alla repressione del fenomeno mafioso. “… Per il collegio di Agrigento ricordo che era candidato omissis ed io, per sostenerne la candidatura ad Agrigento parlai con Stefano Fragapane affinché si rivolgesse ad Ignazio Massimino ed a Franco Cacciatore ed inoltre a Michele Messina, quello dell’impianto di calcestruzzo di Villaseta, da cui in risposta seppi che erano stati già contattati per votare e far votare l’onorevole omissis. Altro soggetto politico era omissis, altro candidato credo sempre di Forza Italia nella medesima competizione elettorale delle nazionali dell’anno 2001. Anche omissis voleva essere aiutato ed era candidato nel collegio elettorale che comprendeva Racalmuto e Canicattì… …omissis promise a mio fratello Beniamino che nel caso in cui fosse stato eletto avrebbe sicuramente dato “una mano d’aiuto agli amici”.

Mio fratello Roberto non era molto convinto di sostenere questa candidatura. Io invece decisi di appoggiarlo perche lo conoscevamo e poteva comunque fornirci aiuti. Seppi che fu eletto. Io pertanto sostenni la candidatura di omissis e lo “raccomandai” alla famiglia mafiosa di Casteltermini, all’epoca capeggiata da Raffaele Faldetta. Preciso che cercai di raccomandare omissis anche nei territori di Cammarata e San Giovanni Gemini, territori da sempre considerati centri nevralgici nelle competizioni elettorali perché c’è un grande bacino elettorale gestito dalla famiglia Longo… Seppi dai Longo che avrebbero garantito un numero di voti limitato a favore di omissis , atteso che sostenevano la candidatura di omissis. Ed invero, il predetto omissis era altresì sostenuto anche da omissis di Santo Stefano di Quisquina, detentore di un rilevante pacchetto di voti in quel territorio. Omissis è uomo d’onore della famiglia di Santo Stefano di Quisquina ed è intimo amico dei fratelli Mortellaro; è inoltre compare di omissis, molto stretto di Vincenzo Lo Giudice e di Vincenzo Ferrante, appartenente al mandamento di Santo Stefano di Quisquina. Giuseppe Nobile mi riferì che sul piano giudiziario stavano facendo delle leggi restrittive relativamente ai collaboratori di giustizia ed al regime del 41 bis. Noi eravamo soprattutto interessati all’alleggerimento del carcere duro. Non sono a conoscenza di eventuali effettivi e concreti contributi dati dall’onorevole omissis per aiutare le organizzazioni mafiose. Come capo della provincia agrigentina di Cosa nostra non ho mai avuto bisogno di contattare omissis che comunque era a disposizione.

Qualche contatto con lui lo ebbe mio fratello Beniamino, ma non so essere più preciso. Nel 2006 non mi sono occupato di sostenere alcuna candidatura alle elezioni politiche anche perché il mio ruolo ed il mio peso in cosa nostra era molto ridimensionato. A livello regionale mi sono impegnato a sostenere solo omissis di Favara…. All’inizio del 2000 mi venne a trovare Domenico Virga capo mandamento di S. Mauro Castelverde mentre ero latitante dandomi una specifica indicazione di voto per le elezioni europee del 2000 ovvero di votare e far votare omissis1 e omissis2, dicendomi altresì che in tal modo i politici, all’epoca inquisiti, una volta eletti, avrebbero potuto godere dell’immunità parlamentare ed in cambio dell’appoggio elettorale da parte di Cosa nostra, potevano farci avere finanziamenti per la nostra provincia. Virga mi disse che l’ordine di votare e far votare i predetti per la competizione elettorale veniva da Palermo cioè da Nino Giuffrè ed inoltre, aggiunse che era indifferente votare per l’uno o per l’altro, ma comunque entrambi andavano appoggiati. Io pertanto, girai l’ordine di voto, dividendo il territorio di mia competenza tra omissis1 e omissis2, agli uomini d’onore della provincia di Agrigento .

Aggiungo che per quanto riguarda la zona di Agrigento città mi rivolsi a Peppe Vetro e non seppi a chi si rivolse Vetro in Agrigento. Presso Cosa nostra l’indicazione di voto per omissis mi venne da Virga il quale mi disse che ricevette l’ordine da Giuffrè e Benedetto Spera, ma non so come il candidato omissis avesse stabilito i contatti con cosa nostra palermitana. In epoca passata, già nel 1994 parlando con Salvatore Fragapane questi mi invitò a votare, in tutte le competizioni elettorali, per il gruppo politico Forza Italia perché ci erano state date garanzie dal punto di vista legislativo. Ricordo altresì che in epoca di periodo di comune latitanza tra Pino Cammarata di Riesi e Salvatore Fragapane, il Cammarata era contento della nomina della Maiolo a sottosegretario al Ministero della Giustizia. Ricordo che qualche tempo dopo l’avvenuta elezione di omissis e omissis, Domenico Virga mi riferì di alcune lamentele pervenute da ambienti di Cosa nostra secondo cui omissis “si era preso i voti e poi si è fatto gli affari suoi”; tale polemica successivamente rientrò. Per quanto riguarda invece l’avvenuta elezione di omissis, non vi furono lamentele anche perché da parte nostra si era consapevoli del fatto che omissis fosse sotto pressione ed osservazione da parte degli organi inquirenti, nella consapevolezza che superato tale momento di emergenza avrebbe mantenuto le promesse. Seppi da Domenico Mortellaro agli inizi della mia latitanza nell’estate del 1999 che l’on.le omissis era soggetto in grado di ottenere finanziamenti per lavori da eseguire in territorio agrigentino ed in cambio di tali favori non voleva soldi, ma pretendeva voti.


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