19 ottobre 2010

BARCELLONA P. G.: ARRESTATO SEM DI SALVO, IL REGGENTE DELLA FAMIGLIA MAFIOSA DEI ‘BARCELLONESI’. DEVE SCONTARE DIECI MESI.

ll reggente della famiglia mafiosa dei “Barcellonesi”, Salvatore “Sem” Di Salvo 45 anni, in libertà dai primi giorni dello scorso settembre perchè aveva scontato per intero la condanna del processo stralcio “Mare Nostrum”, da ieri pomeriggio è tornato in carcere per effetto di una ennesima sentenza definitiva di violazione degli obblighi di sorvegliato speciale. L’arresto è stato operato dai carabinieri della compagnia di Barcellona presso l’autocentro di rottamazione di “Carmela Bellinvia”, ditta di proprietà della suocera dell’uomo e presso cui lo stesso prestava attività lavorativa. Di Salvo che in precedenza era stato arrestato lo scorso 13 marzo per Mare nostrum, dovrà scontare ancora dieci mesi di reclusione a seguito dell’arresto avvenuto nel pomeriggio del 15 aprile dello scorso anno a Barcellona. In quella occasione fu riconosciuto colpevole di violazione degli obblighi di sorvegliato speciale e dopo la direttissima condannato a dodici mesi, due dei quali già scontati. Salvatore Sem Di Salvo, considerato dopo le sentenze definitive dei processi Mare Nostrum e Icaro il reggente pro tempore della famiglia mafiosa di Barcellona, il 15 aprile del 2009 viaggiava come passeggero in sella ad un ciclomotore condotto da un suo familiare minorenne. In quella occasione i carabinieri procedettero al suo fermo perché fu riscontrata la violazione degli obblighi di sorvegliato speciale e di soggiorno nel Comune di Barcellona, imposti ai sensi dell’art. 9 comma 2 della legge 1423 del 1956. A Di Salvo, il giorno successivo alla sua prima scarcerazione avvenuta per fine pena dell’operazione Icaro, il 25 marzo del 2009, era stato infatti notificato il provvedimento emesso dal Tribunale di sorveglianza che gli imponeva restrizioni della libertà per i prossimi 5 anni. (l.o.)

Tentato omicidio: Condannato a 8 anni Salvatore Iannello
I giudici del Tribunale di Barcellona, presidente Maria Celi, componenti Maria Rita Gregorio e Paolo Corda, hanno condannato a otto anni di reclusione, perché riconosciuto colpevole di tentato omicidio, il barcellonese Salvatore Iannello, 25 anni. La vicenda risale alla sera del 9 febbraio del 2007, quando da Barcellona partì una spedizione punitiva verso Vigliatore dove abita la vittima e un marocchino, anche lui ferito. Iannello è stato anche riconosciuto colpevole di lesioni nei confronti dell’immigrato e di porto illegale di pistola. Esclusa l’aggravante della premeditazione. Iannello nell’immediatezza dei fatti era stato arrestato perché ritenuto uno dei partecipanti alla spedizione punitiva messa in atto nei confronti di un giovane di Terme Vigliatore, Alfredo D’Amico 24 anni e di un immigrato marocchino che convive con la madre di quest’ultimo, El Alami Mnouni di 47 anni, entrambi rimasti feriti perché attinti dal piombo della pistola capace di sparare munizioni calibro 7,65. Quella sera le due vittime furono invitate ad uscire da casa con un pretesto da un gruppo di giovani, composto almeno da quattro persone, e attinte da colpi di pistola, forse un’arma giocattolo modificata che non è stata mai ritrovata. L’imputato, difeso dall’avv. Giuseppe Lo Presti, è stato riconosciuto dalle vittime e indicato ai carabinieri. Assieme all’autore degli spari nella vicenda era coinvolto anche un altro giovane che all’epoca aveva 17 anni, Salvatore Abate, il cui procedimento è pendente al Tribunale dei minori. Le vittime del duplice tentato omicidio si sono costituite parte civile con l’avv. Francesco Piperno, tanto che il Tribunale ha disposto il risarcimento dei danni in sede civile. Come accertato nel processo si sarebbe trattato di una spedizione punitiva nei confronti di uno dei due feriti per contrasti sorti a causa della frequentazione con giovani donne. Uno dei feriti, Alfredo D’Amico, nelle ore precedenti il ferimento mentre si trovava nei giardini dell’Oasi, sarebbe stato ripreso verbalmente, sbeffeggiato e minacciato da un coetaneo, solo perché aveva avvicinato una ragazza. Le indagini dei carabinieri hanno permesso di identificare il giovane che da Barcellona si è recato a Vigliatore, dove con la complicità di un amico e di un minore, ha sparato ferendo Alfredo D’Amico e il convivente della madre. Inizialmente nella vicenda era stato coinvolto un secondo giovane, Maurizio Iannello che successivamente è stato scagionato e per il quale è stata chiesta l’archiviazione. LEONARDO ORLANDO - GDS

Bancarotta: Imprenditore condannato a due anni
Si conclude con una condanna il fallimento della “Isgrò Pharma”, azienda che commercializzava nel settore dell’erboristeria con sede a Barcellona. L’amministratore, Michele Isgrò, 52 anni, di Terme Vigliatore, è stato condannato dal Tribunale di Barcellona a due anni e sei mesi di reclusione per il reato di bancarotta fraudolenta e violazione delle leggi fallimentari in qualità di legale rappresentante della “Isgrò Pharma srl”, azienda che aveva sede in via Luigi Sturzo a Barcellona, dichiarata fallita il 9 novembre del 2006. Isgrò è stato dichiarato dal tribunale inoltre “inabilitato all’esercizio d’impresa commerciale per 10 anni”. Secondo l’accusa, in qualità di amministratore, non avrebbe presentato nei termini di legge il bilancio e le scritture contabili, impedendo le verifiche finanziarie e fiscali. I fatti oggetto del processo si sono verificati fra il dicembre del 2003 e il novembre del 2006. In quel periodo – secondo l’accusa sostenuta in aula dal pm Michele Martorelli che aveva chiesto una pena di tre anni di reclusione – sarebbe stato causato il dissesto finanziario che ha portato l’azienda al tracollo. Nella difesa sono stati impegnati gli avv. Felice Recupero e Fulvio Adile.(l.o.)


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