27 ottobre 2010

In provincia di Messina la raccolta differenziata è praticamente pari a zero (2,69%). Un elemento che si riflette sulle bollette dei cittadini


fonte video: byoblu

Messina e Provincia: La Cgil lancia l’allarme rifiuti: dall’Ato 1 al 4, in tutta la provincia sistema al collasso

Crocè: “Stiamo rischiando grosso: ogni giorno una nuova vertenza”. Stoccata del segretario generale Oceano al ministro Prestigiacomo: “La situazione non si risolve con i diktat”

La Cgil e la FP, la categoria che si occupa del settore dell’igiene ambientale, partendo da una panoramica della situazione dei 4 ATO della provincia di Messina, lanciano l’allarme emergenza rifiuti per l’intero territorio: “Il sistema dei rifiuti nella nostra provincia è vicino al collasso- osservano Lillo Oceano, segretario generale della Cgil di Messina e Clara Crocè, segretaria generale della Fp Messina -. Dall’ATO 1 all’ATO 4 non passa giorno in cui non esplodano vertenze o problemi gestionali, come i fatti dimostrano. E all’orizzonte non si intravedono le ormai necessarie soluzioni di sistema che richiedono programmazione e serietà”.

Di seguito lo screening delle società d’ambito presenti sul territorio della provincia messinese.

ATO ME1 – Ambito di riferimento: 33 comuni compresi tra Capo D’Orlando e Tusa. Dal primo settembre operano le seguenti aziende: COSP TECNO SERVICE 51% - MULTIECOPLAST 49% - Azienda capofila ATI CNS Bologna . Addetti: 200 unità. I lavoratori non hanno ancora ricevuto lo stipendio di settembre e le proteste rischiano di allargarsi a causa dei cronici ritardi nel pagamento delle retribuzioni. Ad aggravare la situazione, il contenzione instaurato tra l’Ato e le aziende che vantano crediti per 20 milioni di euro . La raccolta differenziata è attiva e raggiunge il 32%.

ATO ME 2 – Ambito di riferimento: 38 comuni nel comprensorio Barcellona Milazzo- Patti. Addetti: 200 unità. Dallo scorso aprile, a causa dell’abbandono del servizio da parte dell’azienda che gestiva il servizio, la GESENU, a causa delle gravi difficoltà economiche, sono cinque le aziende operanti . Nel corso dell’ultimo biennio, la cattiva gestione dello smaltimento dei rifiuti, le questioni economiche e amministrative irrisolte, hanno causato enormi disagi ai lavoratori e all’utenza . D’altro canto, i cittadini non pagano il servizio in quanto le bollette sono state dichiarate illegittime a causa di un diverso sistema di tariffazione rispetto agli altri Comuni. A farne le spese sono i lavoratori che solo pochi giorni hanno incassato lo stipendio di agosto. Le già gravissime difficoltà economiche in cui versa l’Ato Messina 2 possono solo peggiorare dal momento che i Comuni che hanno usufruito delle anticipazioni sul fondo di rotazione per fronteggiare la crisi finanziaria nel sistema della gestione integrata dei rifiuti, dovranno entro breve rifondere le somme alla Regione.

ATO ME 3 – Ambito di riferimento: città di Messina. Azienda: Messinambiente. Addetti: 500. grave la situazione per il pagamento delle spettanze del mese di aprile sono state anticipate da parte dell’ato 3 le somme relative al mese di dicembre. Nella gestione finanziaria regna il caos assoluto. Tra le due società è in corso un contenzioso sulla richiesta di un risarcimento pari a 24 milioni di euro avanzata dalla Messinambiente nei confronti dell’Ato ME 3. Di contro l’Ato 3 chiama in causa il Sindaco reo di aver stanziato minori somme per il settore dell’igiene ambientale (da ..a…) Riguardo al futuro dell’azienda situazione delicata per i 500 addetti. ancora siamo in attesa della convocazione da parte dell’Ato me 3 . Non si esclude mobilitazione dei lavoratori.

ATO 4: Ambito di rferimento: comuni costa ionica, da Scaletta Zanclea a Giardini Naxoss e fino a s.Domenica Vittoria. Operatori: circa 160. Situazione nettamente migliore rispetto alle altre, gestione servizio completamente in house dopo l'abbandono di AMIA dal 11 Gennaio 2010, insignificanti ritardi nei pagamenti ad oggi regolari. Ssi lamenta la mancata rimessa economica da parte di molti comuni soci a fronte di servizi resi.
Caso a parte, sostengono i rappresentanti sindacali, quello di Taormina dove opera con 50 dipendenti la Messinambiente dove il costante ritardo dei pagamenti delle retribuzioni ha portato il sindacato ad indire uno Sciopero per il prossimo 3 novembre. Sollecitiamo il presidente Lombardo, in qualità di commissario straordinario delegato ai rifiuti, ad intervenire” commenta Crocè che osserva: “C’è inoltre una forte inadeguatezza degli enti locali cui spetta il controllo sulla gestione del servizio, compreso l’onere della riscossione delle tariffe, la promozione e l’incentivazione della raccolta differenziata che potrebbe diventare una risorsa per la nostra economia asfittica”. Secondo i dati forniti dell’Anci, i comuni che hanno lavorato bene nel settore della differenziata hanno ottenuto nel 2009 incentivi per oltre 400 milioni di euro.
“Oggi – constata la rappresentante sindacale- nella nostra provincia la raccolta differenziata è praticamente pari a zero (2,69%). Un elemento che si riflette sui costi e quindi nelle bollette dei cittadini. Non a caso il record della Tarsu è in Sicilia, dove Messina con la sua media di 251 € si attesta per costo al terzo posto”. E sulla necessità di intervenire sull’intero sistema di raccolta, gestione e smaltimento dei rifiuti, e più direttamente sugli inceneritori propugnati dal ministro dell’ambiente Prestigiacomo, il segretario generale della Cgil di Messina, Lillo Oceano, dichiara: “Come il caso Campania dimostra, nella gestione dei rifiuti i diktat, l’esercito, le soluzioni magiche calate dall’alto al di là e al di sopra della volontà e degli interessi delle popolazioni interessate, non servono e non esistono. L’unica strada seria è la programmazione e tenere ben lontani gli interessi e la criminalità”.


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