5 ottobre 2010

La terra frana. I soldi al Papa e al ponte


di Manuele Bonaccorsi e Alberto Puliafito

Fondi bloccati. Gli abitanti delle montagne chiedono che il denaro stanziato per il ponte sullo stretto venga destinato alla messa in sicurezza. Dopo il danno, la beffa Due milioni di euro: questo il costo della visita di Benedetto XVI a Palermo del 3 ottobre. Soldi spesi in Sicilia con appalti assegnati dalla Protezione civile in tutta fretta, mentre la terra non smette di franare.
Un anno fa c’era Giampilieri. Il 1° ottobre ricorreva l’anniversario della terribile frana del 2009: 37 morti e Guido Bertolaso che tuonava contro l’abusivismo, in un paese in cui, a detta di tecnici, abitanti, responsabili del Genio civile, di abusivo non c’era proprio nulla. Ma il dissesto idrogeologico, nel territorio siciliano, c’è anche dove non arrivano le telecamere delle televisioni.

San Fratello. «Ogni volta che piove, per me è una notte insonne». La signora Bettina Nicolosi non ha paura dei tuoni. Teme che la sua casa possa scivolare a valle, come è già accaduto ad altri mille abitanti di San Fratello, dopo la frana del 14 febbraio: 50 milioni di metri cubi di terreno che hanno cominciato a muoversi, distruggendo abitazioni, scuole, chiese, sul versante che il piano regolatore del paesino del messinese, arroccato sui Nebrodi, stava per individuare come zona di espansione.
Un terzo di San Fratello è oggi un paese fantasma, popolato solo da qualche anziano, che torna davanti alla sua vecchia abitazione, sfidando il pericolo di crolli, tra le crepe che spaccano il terreno e le facciate delle case.
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