5 ottobre 2010

LE BUFALE DI DISTRAZIONE DI MASSA E IL BAFFO D'ORO

di Andrea Cinquegrani [ 03/10/2010]

Volevano assassinare il Papa, oppure Londra, un piano per uccidere il Papa. Giorni e giorni di paginate, un bombardamento di carta e antenne, fiumi di inchiostro e parole per il mega SOS. Tutti sulle tracce di Al Qaeda, caccia ai terroristi islamici assetati di sangue e tritolo. Anche la stampa “progressista” lancia in campo l'artiglieria pesante (Repubblica spara un calibro come Carlo Bonini per il clamoroso “retroscena”). Peccato che nel giro di qualche giorno la terrificante bomba si trasformi in una mega bufala, “dimenticata” in una ventina di righe, solito taglio basso per le cagate di turno.
Avete letto di qualche retromarcia dei nostri media, scuse ai cittadini beoti costretti ogni giorno a ingurgitare vagoni di monnezza? Niente. Palle e al centro. Ci sara' ora un'altra Sars? Oppure la piu' fresca suina? O una mucca pazza riveduta e corretta? Tutto fa brodo, quando i media diventano megafoni di “distrazione di massa”. Tanto per non pensare ai bubboni veri: ma chi se lo ricorda, adesso, che lo Ior e' sotto inchiesta per decine di milioni volati all'estero, mai rendicontati? Rammentate le fresche parole del divo Andreotti a proposito di Ambrosoli che «se l'era andata a cercare» (e allora santificava Sindona, «il salvatore della lira»)?
Ma il grande giornalismo d'inchiesta potra' salvare il paese, tirarlo fuori da malagiustizia, malasanita', malaffare, malaburocrazia. Cosa di meglio, allora, che asfissiare gli italiani per mesi con il decalogo sulle avventure erotiche del premier (ora c'e' l'ottalogo...)? Che rispondere tutta l'estate a botte di cucina Scavolini e estimi catastali a Montecarlo? A queste bufale siamo ridotti.
Da un Papa a un aspirante tale il passo e' breve. Eccoci a Pasquale de Lise, il quasi santo finito nella bolgia della cricca per gli affari di Propaganda Fide, e grande amico del cardinal Crescenzio Sepe. Svanita la via per la beatificazione, meglio percorrere itinerari temporali: ed ecco la celebrazione in pompa magna (ottocento gli invitati, parecchi delle cricche) per l'ascesa alla poltrona di numero uno del potente Consiglio di Stato. Cerimonia “incorniciata” da un tg minzoliniano in perfetto stile brezneviano.
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