4 ottobre 2010

Messina non dimentica Adolfo Parmaliana

PARTE 1 intervento dell'avv. Fabio Repici

PARTE 2 intervento dell'avv. Fabio Repici

fonte video: supan71

Il 2 ottobre del 2008, Adolfo Parmaliana si suicidò gettandosi dal viadotto di Patti Marina. Un gesto estremo, una deposizione delle armi che lasciò sgomenti tutti coloro che lo conoscevano. Perché Parmaliana negli anni si era sempre tenacemente battuto, ponendo gli interessi della sua Terme Vigliatore e della amata Sicilia sopra ogni cosa, impegnandosi attivamente - fu segretario della sezione locale dei DS - nella lotta contro la Mafia e contro il "nefasto dominio esercitato dal Partito Unico Siciliano".

Domenica 3 ottobre 2010 nella sala delle bandiere del Palazzo Municipale di Messina, a due anni dalla sua scomparsa, sono state ricordate sia la figura che le battaglie civili di quest'uomo che decise di compiere un sacrificio estremo nel tentativo di scuotere le coscienze.

Sono intervenuti l'on. Sonia Alfano, il sen. Beppe Lumia, l'avv. Fabio Repici, il dr. Franco Frusteri, il dott. Piergiorgio Morosini e lo scrittore Alfio Caruso, il quale ha presentato il libro "Io che da morto vi parlo" (Longanesi editore) nel quale ha raccontato con grande partecipazione ed empatia la vicenda umana di Adolfo Parmaliana.

Riguardo all'evento commemorativo, lo scrittore catanese Alfio Caruso ha dichiarato: «L'importanza di questa presentazione è direttamente proporzionale ai mesi (undici) che sono stati necessari per organizzarla. Ricordiamoci che siamo nella città dove i tre personaggi più eminenti provengono da Barcellona Pozzo di Gotto e casualmente sono soci di quel circolo, 'Corda Fratres', che sempre più spesso viene definito paramassonico».




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