8 ottobre 2010

Sapessi com'è strana la mafia a Milano...


Rosario Pio Cattafi


da “I PADRINI DEL PONTE, affari di mafia sullo stretto di Messina”, di Antonio Mazzeo. ed. Alegre

Rosario Cattafi, avvocato originario di Barcellona Pozzo di Gotto (Messina). Militante di estrema destra nei primi anni Settanta accanto a Pietro Rampulla, l’artificiere della strage di Capaci, Cattafi è stato “compare d’anello” del boss Giuseppe Gullotti, rappresentante di Cosa Nostra nel barcellonese.

Il barcellonese fu sospettato dagli inquirenti di essere stato uno dei capi di una presunta associazione operante a Milano, responsabile del sequestro, nel gennaio 1975, dell'imprenditore Giuseppe Agrati, rilasciato dopo il pagamento di un riscatto miliardario. All’organizzazione fu anche contestata la compartecipazione nei traffici di stupefacenti e nella gestione delle case da gioco per conto delle “famiglie” mafiose siciliane.
Cattafi e gli altri indagati furono però prosciolti in istruttoria. A sottolineare il rilevante ruolo di Cattafi ci ha pensato pure Angelo Epaminonda, per anni gestore delle bische clandestine di Milano.

Nell’inverno del 1984, interrogato sulle modalità di penetrazione della mafia nella gestione dei casinò del nord Italia, Epaminonda aveva raccontato: “Fui contattato un anno fa da Rosario Cattafi. Mi disse che agiva come emissario di Santapaola e mi propose di gestire insieme alcune attività legate al casinò di Saint Vincent. Io però non ero interessato e rifiutai”. Il tentativo di scalata della mafia fu al centro dell’indagine che seguì al cosiddetto blitz della notte di San Valentino contro i colletti bianchi di Milano. E vide protagonisti il finanziere palermitano Carmelo Gaeta, socio in affari di Ignazio Lo Presti (prestanome dei cugini Salvo di Salemi) ed il cambista Maurizio Monticelli, uomo di fiducia del clan dei marsigliesi, poi trasferotosi a Saint Maarten per gestire il casinò “Il rosso e il nero”.

Otto anni più tardi, Rosario Cattafi venne arrestato nell’ambito dell’inchiesta sui traffici di armi e droga dell’autoparco di Milano. Dopo una pesante condanna in primo grado, la sentenza fu annullata per un vizio procedurale. Rifatto il processo, Cattafi venne assolto perché in sede dibattimentale furono dichiarate inutilizzabili le intercettazioni ambientali che avevano documentato le sue frequentazioni presso l’autoparco di via Salomone”.

NOTE:
Rosario Cattafi è stato indagato (e prosciolto) anche nell’ambito dell’inchiesta sui cosiddetti Sistemi Criminali relativa ai presunti mandanti della strategia stragista del biennio 1992-93, conclusasi con l’archiviazione del Tribunale di Palermo. Secondo un rapporto della D.I.A. del 1994, sarebbero stati rilevati contatti telefonici fra le utenze utilizzate da Cattafi “con soggetti riconducibili a Licio Gelli e Stefano Delle Chiaie fra la fine del 1991 e gli inizi del 1992”. Nella stessa indagine sono stati pure indagati e prosciolti il finanziere messinese Filippo Battaglia, i boss mafiosi Totò Riina e Nitto Santapaola, il commercialista massone Giuseppe Mandalari e l’ex parlamentare calabrese Paolo Romeo.


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