
Oggi ho sentito l’esigenza di prendermi un piccolo spazio personale all’interno del blog, facendomi largo tra le parole dei più autorevoli giornalisti e scrittori che quotidianamente trovano risonanza in questo minuscolo megafono di informazioni.
E vorrei farlo raccontandovi un fatto accadutomi qualche tempo fa..!
Qualche mese fa, dalle pagine di questo blog, ho pubblicato un post dal titolo “Giancarlo Elia Valori: il massone che fu espulso dalla Loggia P2”, contenente una foto del Valori, un riferimento ad alcuni suoi dati personali tratti dal sito dei Cavalieri del Lavoro ed un articolo di Gianni Barbacetto che riguardava lo stesso.
Non era la prima volta che, per pura passione civica, riportassi articoli, video e foto tratti dai vari siti d'informazione e che riguardassero le inchieste più scottanti e le vicende di dominio pubblico di uomini, politici e personaggi pubblici facenti parte della società civile.
Non avrebbe dovuto stupire, quindi, che anche le notizie inerenti colui il quale era stato definito dall’ex pm Luigi De Magistris come “il capo della massoneria contemporanea”, trovassero spazio in questo blog.
Più volte, infatti, sono stati pubblicati, oltre all’articolo di Gianni Barbacetto, anche quelli di giornalisti come Pietro Orsatti, Antonio Mazzeo ed anche tutta una serie di informazioni tratte dal libro “Il caso Genchi, Storia di un uomo in balia dello Stato”, di Edoardo Montolli, dai quali emergeva l’intreccio politico-economico-giudiziario intorno a Giancarlo Elia Valori: “nell’inchiesta Why not, avocata all’indomani dell’acquisizioni dei tabulati di Giancarlo Elia Valori, unico a vantare un’espulsione dalla P2 di Licio Gelli; nelle indagini sulle scalate BNL e Antonveneta, nelle quali risultava in contatto con molti di quei protagonisti, da Francesco Gaetano Caltagirone a Marcellino Gavio a Stefano Ricucci; i contatti telefonici che ebbe nello stesso periodo delle indagini sulle scalate con tre generali delle fiamme gialle e soprattutto con il procuratore aggiunto di Roma Achille Toro, che proprio quelle indagini conduceva (e che aveva sequestrato l’archivio Genchi) ed anche le chiamate con indagati e politici come Latorre e Cossiga; nelle indagini Cirio e UMTS, nelle quali risulta ancora una volta in contatto con Achille Toro, il quale si stava occupando anche del crac Cirio, tra i cui indagati c’era un altro dei migliori amici di Elia Valori, Cesare Geronzi.
Ancora riguardo i rapporti intessuti a livello internazionale dal potente manager, dalla Cina alla Corea del Nord, dal Medio Oriente alla Libia, dalla Romania di Ceasescu all’Argentina di Juan Domingo Peron. Ed infine i suoi contatti con gli ambienti dei servizi segreti, in particolare con il generale Giuseppe Santovito, con il faccendiere Francesco Pazienza e con il giornalista di Op Mino Pecorelli”.
A fronte di tutte queste informazioni, rese attraverso la semplice trascrizione di articoli già esistenti sulla rete e pubblicati su altri blog e siti internet, non mi era pervenuta mai alcuna richiesta di rettifica o quant'altro, circa la loro presenza tra le pagine di questo blog, anche perché sarebbe stato inutile attaccare chi si fosse solo limitato a riportare articoli scritti da altri, avendo, tra l’altro, sempre cura di riportarne la fonte da cui venivano tratti.
Ma in un giorno di giugno c. a. succede una cosa inaspettata:
ricevo una mail certificata da parte dell’avvocato di Giancarlo Elia Valori, con una richiesta ben precisa: “ Il Professor G.E.Valori si oppone al trattamento dei dati per i seguenti motivi legittimi: DIRITTO ALL’OBLIO PER DIFFUSIONE DATI PERSONALI SUL SITO IN QUESTIONE”.
Il legale si appella al diritto del proprio cliente alla tutela del trattamento dei propri dati personali, precisamente nome e cognome del prof Elia Valori.
Quest’ultimo, attraverso la lettera precisa: “La diffusione dei miei dati personali sulla pagina del sito mi comporta un ingiusto pregiudizio. Si richiede dunque o l’oscuramento del mio nominativo sull’articolo: Giancarlo Elia Valori, il massone che fu espulso dalla Loggia P2 oppure la possibilità di accedere all’articolo solo mediante una ricerca (“la c.d. interdizione dell’indicizzazione” così come prevista dai vari Provvedimenti del Garante per la protezione dei dati personali)”.
La lettera si conclude con una ulteriore precisazione:
"Il prof Elia Valori si riserva di rivolgersi all’autorità giudiziaria o al Garante (con segnalazione, reclamo o ricorso: art 141 s.s del Codice) se entro 15 giorni dal ricevimento della presente istanza non perverrà un riscontro idoneo".
Colto alla sprovvista e poco abituato a simili pretese, non essendo neanche un giornalista, ho provveduto a trasformare in forma anonima l’articolo, pur comprendendo di stare alterando l’articolo scritto da un giornalista.
Esattamente un mese dopo, la corte di Cassazione scriverà una sorta di memorandum sui rapporti tra informazione e riservatezza: la libertà di stampa e il diritto alla privacy sono entrambi beni costituzionali, ma la prima «prevale» sulla seconda. «L'attività di informazione è chiaramente prevalente rispetto ai diritti personali della reputazione e della riservatezza, nel senso che questi ultimi, solo ove sussistano determinati presupposti, ne configurano un limite», scrive la Corte. Un principio valido anche per il giornalismo d'inchiesta che è forse «l'espressione più alta e più nobile dell'attività di informazione».
Nel frattempo, però, senza arte ne’ parte, se non quella di essere un cittadino di questa Repubblica che oltre al dovere di informarsi ha scelto anche quello di informare, sono stato costretto a piegarmi alle pretese del potente di turno. E quale potente..!
Che si tratti di una intimidazione “gentile” nei confronti di chi non può permettersi certe libertà, in un paese come il nostro, in serio pericolo democratico, trapela tra le righe. E' semplice colpire chi non ha mezzi e notorietà per potersi difendere. E davanti alla prospettiva di dover rispondere con avvocati agli avvocati, resta solo, ahimè, fare un passo indietro?
Io non mollo: continuerò ad informare, continuerò a riportare tutto quanto possa testimoniare le bassezze e le meschinità di quanti, in questa nostra Italia, si permettono di manovrare le sorti di un intero paese, nell’incuranza di chi crede di essere impotente di fronte a tali prepotenze.
Continuerò a credere che il cambiamento passa attraverso la conoscenza e come questa sia ultimo baluardo rimasto ai cittadini onesti per difendere la dignità.




9 commenti:
Tieni duro.
G.E. è molto potnete e tu hai la schiena molto dritta.
Mi chiedo che persona deve essere questo tipetto qui se è stato persino espulso da un gruppo di farabbutti come la P2.
Mah forse sono io che sono pessimista.
Forse è un combatente anti-piduista.... e l'ahnno spuslo per questo
:-)
grazie Francesco per il tuo commento e la tua solidarietà
ti leggo molto spesso.
Credo che la lotta alla mafia sia la prima priorità per salvare la nostra terra bellissima e disgraziata.
Borsellino docet.
grazie Francesco, mi trovi pienamente d'accordo sul fatto che la mafia è il primo problema in Italia, e l'economia italiana ormai, è veicolata dall'impresa più forte, e oltre la mafia, non ne vedo altre più forti sulla scena..
Ciao Daniele, ti esprimo la mia massima solidarietà e ti invito,adottando le cautele necessarie, a continuare nella tua preziosa opera di informazione.
Ti ringrazio per il tuo impegno di totale passione civile e ti invito a non mollare!!!
Nel mio piccolo ho pubblicato il tuo post nella mia bacheca di facebook
http://www.facebook.com/profile.php?id=100001545888605
Un caloroso saluto
da Giovanni La Malfa - Milazzo
grazie per il tuo commento Giovanni e per la tua solidarietà..
si, ok, l'informazione è sacra.. ma quante brave ed oneste persone hai sputtanato in virtù di questo tuo diritto??
riflettici solo un attimo e poi continua per la tua strada, se è quello che vuoi.
"Raccontare le contraddizioni significa amare il proprio paese e non diffamarlo. Scrivere significa resistere e tentare di dare gli strumenti per cambiare. Dopo le dichiarazioni del Presidente del Consiglio, il mio pensiero va alle famiglie di chi è morto per scrivere di mafia. Immagino oggi il loro dolore. Per quanto mi riguarda continuerò a scrivere di poteri criminali. Continuerò a scrivere senza omertà di mafie. Dimostriamo che noi siamo l'italia di Falcone e Borsellino non della mafia."
(Roberto Saviano)
P.S. grazie "anonimo" per il tuo commento, io preferisco metterci il nome e la faccia, e tenere la schiena dritta, in fondo si vive una sola volta, ed è più dignitoso "sputtanare" non come dici tu "brave ed oneste persone", ma mafiosi e politici collusi, che non fanno il nostro interesse di cittadini, ma lo prevaricano con la forza! Combatto per non sputtanare la mia DIGNITA'.
"E' da sconsiderati pensare e sapere che qualcuno te la farà pagare e continuare a parlare, è sconsiderato rischiare. Ma quanto è immorale e sconsiderato rischiare di perdere l'occasione di dire, le cose così come andrebbero dette, e se non è sconsiderato pensare che per la tranquillità della propria famiglia lasciamo in eredità ai nostri figli un futuro che sarà un po meno dignitoso"?
GIULIO CAVALLI RICORDA BEPPE ALFANO
Posta un commento