18 novembre 2010

Il procuratore di Messina diffida l’Associazione vittime di mafia e terrelibere.org



“L`enigma di Attilio Manca” di Joan Queralt è stato tradotto in italiano e subito diffidato. La precedente edizione in spagnolo era stata fermata a colpi di diffide e intimidazioni, persino contro le librerie del messinese. Continua a fare paura la ricostruzione della morte dell`urologo di Barcellona Pozzo di Gotto, legata alla latitanza di Bernardo Provenzano.


Il procuratore generale di Messina, Antonio Franco Cassata, ha diffidato l`Associazione nazionale vittime di mafia e la casa editrice “Terrelibere.org` per la pubblicazione del libro “L`enigma di Attilio Manca` del giornalista catalano Joan Queralt.
Il volume racconta la vicenda della morte misteriosa dell`urologo di Barcellona Pozzo di Gotto. Secondo la tesi sostenuta da Queralt e dalla famiglia Manca, l`uomo sarebbe stato ucciso perché era il medico che operò il capo dei capi Bernardo Provenzano a Marsiglia. “El enigma de Attilio Manca` fu pubblicato nel 2008 dalla casa editrice spagnola Cahoba. L`edizione italiana è appena uscita ma la sua diffusione rischia di essere bloccata a colpi di diffide. Similmente a quanto accadde due anni fa, quando furono addirittura le librerie di Milazzo e di Barcellona Pozzo di Gotto (Me) a ricevere una serie di lettere di diffida da parte di alcuni personaggi citati nel libro. Azione che nei fatti ha bloccato la diffusione e scoraggiato la pubblicazione della versione italiana.

Il procuratore generale di Messina, Cassata, a cui Queralt ha dedicato un capitolo, tramite il suo avvocato ha mandato una doppia diffida all`editore e all`Associazione nazionale vittime di mafia per “contenuto offensivo e lesivo dell`immagine e della dignità professionale` chiedendo l`immediata sospensione della diffusione del libro e l`annullamento delle presentazioni. Nonostante le diffide giunte alla vigilia della prima presentazione a Barcellona Pozzo di Gotto, città di Cassata e di Manca, centinaia di persone hanno assistito in sala all`evento e altre centinaia erano collegate via internet.

“L`Associazione nazionale vittime di mafia ha semplicemente collaborato ad organizzare l`evento e non è responsabile della diffusione editoriale – spiega l`editore Antonello Mangano - le librerie del territorio nonostante i tentativi di censura da parte di personaggi di rilievo istituzionale continuano a tenere il libro in vetrina. La versione elettronica con licenza Creative permette ai lettori di copiare liberamente il libro per cui anche volendo non potremmo mai fermarne la diffusione`. Franco Antonio Cassata (foto)

Il 12 novembre il libro è stato presentato a Viterbo con la conduttrice di Chi l`ha visto Federica Sciarelli, la prima giornalista a occuparsi del caso, e con la presenza dei familiari di Attilio Manca. L`urologo barcellonese fu trovato morto nel suo appartamento viterbese il 12 febbraio 2004 e a dicembre 2009 la procura ha chiesto per la terza volta l`archiviazione del caso. “Su questo caso è calato il silenzio, un muro di gomma testimoniato dal fatto che l`inchiesta è di un giornalista spagnolo, per noi è una specie di sconfitta` ha detto la giornalista di La7 Silvia Resta durante la presentazione romana allo spazio daSud.

“In un paese civile non è normale che un procuratore generale cerchi di bloccare la diffusione di un libro`
commenta Angela Manca, la mamma di Attilio che con il figlio Gianluca si batte da anni perché la famiglia non crede al suicidio per overdose. Nel 2005, un anno dopo la morte di Attilio, il pentito Pastoia, poi morto suicida in carcere, rivelò che un urologo siciliano aveva operato nel 2003 a Marsiglia Bernardo Provenzano, allora latitante. “Attilio aveva capito in un secondo momento che il paziente operato alla prostata in Francia non era l`anonimo signor Troìa ma il noto boss e avrebbe potuto smascherare la rete di appoggi di cui godeva la sua latitanza` sostiene Gianluca Manca. Tanti i particolari inquietanti. Il corpo dell`urologo fu trovato riverso sul letto con due buchi nel braccio sinistro, ma lui era mancino. Aveva inoltre il setto nasale rotto e c`era una pozza di sangue, pur essendo caduto sul materasso. Infine nell`appartemento non fu trovato nulla che servisse a preparare la droga, come se Attilio avesse acquistato le siringhe già pronte per l`uso.

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