13 novembre 2010

Lista “indegni”. Ora è caccia ai nomi


dall'articolo del 15 ottobre 2010 scritto da Vincenzo Mulè

"Laura Garavini, capogruppo Pd in Commissione antimafia già prima delle lezioni aveva spedito a Pisanu una serie di nominativi sui quali svolgere accertamenti.

Nell’elenco erano presenti in Campania Roberto Conte (Alleanza di Popolo), Alberico Gambino (Pdl), Sandra Lonardo Mastella (Udeur).

In Calabria Tommaso Signorelli e Vincenzo Cesareo (Socialisti Uniti), Antonio La Rupa (Noi Sud), Sergio Stancato (Nuovo Psi), Cosimo Cherubino (Scopelliti Presidente), Pasquale Tripodi (Udc).

In Puglia Mario Cito (Pugliesi per Palese), Salvatore “Tato” Greco (La Puglia prima di tutto), Cosimo Mele (Io sud).

In Liguria Marco Meligrati (Pdl), in Lombardia Gianluca Rinaldin e Giancarlo Abelli (Pdl).

Il Codice di autoregolametazione vieta le candidature non solo dei condannati in via definitiva, ma anche a quelli in primo grado per reati di mafia e collegati (estorsione, usura e riciclaggio). Un elenco incompleto, quello del Pd, se si considera che molti candidati “sospetti” ne sono rimasti fuori. Un elenco abbozzato da Carmelo Lopapa su La Repubblica di ieri.

Che però non comprende Angelo Burzi, ex assessore al Bilancio rinviato a giudizio per una vicenda di tangenti nel settore sanitario e candidato dal Pdl in Piemonte. Sempre in Pemonte c’è il caso di Luigi Sergio Ricca del Pd, condannato per finanziamento illecito.

A Pavia fu candidata Rosanna Gariboldi (Pdl), condannata per corruzione.

A Prato il capolista del Pdl era Alfredo Magnolfi, arrestato anni fa per aver intascato una tangente e che aveva patteggiato una condanna.

In Toscana il Pd ha candidato Gianluca Parrini, indagato per una serie di appalti.

Nel Lazio c’è il caso di Storace, sotto processo per violazione della legge elettorale, per aver inserito firme false nella lista di una sua concorrente (la Mussolini). Cosimo Mele, candidato per Noi Sud, era stato coinvolto, quando era ancora Udc, in uno scandalo a base di droga ed escort. Sandra Lonardo, moglie di Mastella, è sotto processo per tentata concussione. In Puglia il centrodestra ha candidato Fabrizio Camilli, imprenditore con condanna per truffa.
A Caserta Luigi Cassandra (Udc) ha avuto una diffida dai carabinieri per frequentazioni camorristiche. Non tutti sono stati eletti ma il problema, sottolineano dalla Commissione, non è questo, bensì l’aver ignorato il codice di autoregolamentazione."
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