24 dicembre 2010

Antonio Ingroia: ”Imprenditori ribellatevi al pizzo”



fonte video: supan71

Palermo. «Un regalo di Natale che non costa nulla, anzi fa risparmiare. Antonio Ingroia scrive ai commercianti palermitani dalle colonne del mensile «S».

Nella lettera, che sarà pubblicata sul prossimo numero, in edicola da domani il magistrato palermitano ricorda come »i mafiosi di Cosa Nostra hanno l’abitudine di chiedere un ‘regalinò ai commercianti proprio in corrispondenza delle festività natalizie, per alleviare le ‘sofferenzè delle famiglie dei carcerati ".

Il regalo, quindi, è dire di no alle richieste degli estorsori, perchè »pagare non è per nulla conveniente«. Nella sua lettera, Ingroia ricorda l’operazione «Addio Pizzo 5», che il 13 dicembre ha portato in cella 63 presunti mafiosi legati al clan di Salvatore Lo Piccolo, un’operazione che »arriva dopo tanti altri arresti di svariate centinaia di uomini e si affianca a tante altre indagini che hanno ormai smantellato interi settori del controllo del territorio esercitato attraverso il particolarissimo sistema del racket del pizzo«. Ecco dunque la richiesta: »Tutti voi, cari commercianti, negli anni passati preferivate farvi incriminare per favoreggiamento e false dichiarazioni al pm piuttosto che violare la consegna del silenzio, piuttosto che ammettere di essere stati vittima della mafia. Fu questo atteggiamento di passività e paura ad avere isolato Libero Grassi, esponendolo alla rappresaglia mafiosa. Fu questo atteggiamento di rassegnazione a rafforzare il potere sul territorio di Cosa Nostra.
Oggi non è più così. Centinaia sono gli imprenditori che si sono ribellati e che perciò vivono con la scorta, ma senza la mafia e senza necessità di vedersi il proprio locale incendiato. E, anzi, hanno visto i loro aguzzini prima alla sbarra, e poi condannati a pene severe«.

Insomma, ricorda Ingroia, »una via d’uscita esiste. Ed è una via d’uscita conveniente. Perchè conviene, economicamente e psicologicamente, liberarsi del mafioso che ti perseguita, ti assilla, ti controlla, ti pesa. Questo è il momento buono, cari commercianti. Non aspettate la mossa degli altri. Non aspettate che sia lo Stato a convocarvi per denunciare il mafioso. Non aspettate che sia il mafioso a desistere dal venirvi a chiedere il pizzo, perchè è difficile che vi rinunci«. Perchè non c’è miglior regalo di Natale che liberarsi di Cosa nostra.


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