20 dicembre 2010

Domenico Scilipoti

di Manuela Modica 17 dicembre 2010

A guardare il curriculum di Domenico Scilipoti, verrebbe da crederlo uno di quei cervelli scappati all’estero: laurea Honoris Causa doctor of Science, riconosciuta nel 1997 dall’Università di Colombo, nello Sri Lanka, per esempio. Ma l’elenco è lungo e parla indiano, srilankese, brasiliano. E spiccano un paio di titoli: Vice-presidente per l’Europa occidentale della «Indian society for Development of Integrated & Alternative Medicines», India. E addirittura, «rettore per l’Italia della The Open International University for Complementary Medicines», Sri Lanka. Titolo che gli permetteva di presentarsi come professor Scilipoti. Ginecologo con la passione per l’oriente, la medicina alternativa: l’agopuntura. Ma il corpo di Mimmo Scilipoti - per dirla con Corrado Guzzanti - è sicuramente in Italia. Dove «canciabannera» (cambia bandiera), sorregge lo scricchiolante tavolo del governo.

E il curriculum politico non ha nulla di esotico, affonda invece nel territorio di provenienza: Barcellona Pozzo di Gotto. La «Corleone del XXI secolo», come la definì la commissione nazionale antimafia. Costola di Barcellona è un altro paesino della provincia tirrenica messinese, Terme Vigliatore. L’amato paese di Adolfo Parmaliana, docente di Chimica dell’Università di Messina, segretario cittadino Ds, morto suicida nel 2008. Ancora in vita, Parmaliana aveva denunciato gli intrecci mafiosi del consiglio comunale. Le denunce portarono alla formazione di una Commissione prefettizia presieduta dal viceprefetto Nino Contarino.
Nella relazione finale la Commissione scriveva dell’istanza di sanatoria edilizia presentata dalla moglie di Scilipoti, Rosa Carmela Cicero, per una palazzina di tre piani di cui l’ex Idv risultava proprietario assieme a: «Personaggi che vantano rapporti di parentela - si legge nella relazione - con membri del clan ‘ndranghetista Stelitano- Zavatieri». Questi sono i «Collegamenti intercorsi - si legge ancora - tra Scilipoti Domenico, classe ‘57, il quale ricoprirà nel 2002, seppur per breve tempo, anche l’incarico di Assessore Comunale al Bilancio nella giunta Nicolò, con personaggi appartenenti ad una delle più importanti cosche della provincia di Reggio Calabria». Così scrivono nella relazione finale - annotazioni per cui Scilipoti non fu però neanche iscritto nel registro degli indagati - che porterà il 23 dicembre del 2005 il regalo di natale per il consiglio e le cariche amministrative di Terme Vigliatore: lo scioglimento per «ingerenze della criminalità organizzata», con decreto firmato dall’allora presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi.
Così dal Fuan, nel periodo universitario, al partito socialdemocratico, già medico, al cuore del suo percorso politico scritto nella relazione prefettizia che nel 2005 chiederà e otterrà lo scioglimento del consiglio di Terme Vigliatore, e così anche della sua carica ottenuta a nome dell’Idv di Di Pietro. Il nome del canciabannera dell’Idv si legge anche nell’informativa Tsunami. La stessa che arrivò sul tavolo di Francesco Pignatone dopo il suicidio di Parmaliana. Perché fu proprio Parmaliana, con quell’estremo j’accuse, a segnalare ancora l’insabbiamento di Tsunami. In quella si leggono i nomi dei «personaggi» - titolo del capitolo dell’informativa - interessati dalle indagine dei carabinieri di Barcellona Pozzo di Gotto, allora capitanati da Domenico Cristaldi, autori di Tsunami. Tra i nomi anche quello di Scilipoti, e così scrivono i carabinieri: «Gli elementi a loro carico sono al vaglio della Commissione Prefettizia che, per avere fino a questo momento accertatounamole di irregolarità superiore a quella già enorme paventata in sede proposta, ha ottenuto ulteriori 50 giorni di tempo, per potere relazionare lo stato di sconquasso in cui versa il Comune di Terme Vigliatore». Sconquasso che porterà allo scioglimento e alla gioia di Parmaliana, che scriveva nei volantini: «Giustizia è stata fatta: la legalità ha vinto! Tanti dovrebbero scappare… se avessero dignità». Alle elezioni successive, però, - giugno 2008 - Terme Vigliatore eleggeva 11 dei 15 componenti presenti nella vecchia amministrazione, quella sciolta da Ciampi. Alle Regionali, invece, Scilipoti inseriva nella lista di candidati Carmelo Munafò, cognato di Nunziato Siracusa, oggi in carcere, riconducibile alla cosca di Terme Vigliatore. Parmaliana nell’estate del 2008 sarebbe stato rinviato a giudizio per diffamazione. E il 2 ottobre successivo, si sarebbe tolto la vita.

fonte: http://www.unita.it/ 17 dicembre 2010

fonte video: illumeit


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