2 dicembre 2010

Interrogazione Parlamentare per verificare i fatti denunciati da Francesco Carbone


pubblicata da Francesco Carbone il giorno martedì 30 novembre 2010


ATTO SENATO

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/04154

Dati di presentazione dell'atto

Legislatura: 16Seduta di annuncio: 465 del 24/11/2010

Firmatari

Primo firmatario: LANNUTTI ELIO
Gruppo: ITALIA DEI VALORIData firma: 24/11/2010

Destinatari

Ministero destinatario:
  • MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE
  • MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI
  • PUBBLICA AMMINISTRAZIONE E INNOVAZIONE
  • MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE delegato in data 24/11/2010

Stato iter:

IN CORSO


Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-04154

presentata da

ELIO LANNUTTI mercoledì 24 novembre 2010, seduta n.465

LANNUTTI - Ai Ministri dell'economia e delle finanze, del lavoro e delle politiche sociali, per la pubblica amministrazione e l'innovazione e della giustizia -

Premesso che:

è arrivata all'interrogante una segnalazione di un cittadino, Francesco Carbone, che, dopo aver ricoperto il ruolo di responsabile nella città di Verona della ditta che ha l'appalto di Poste italiane, racconta di essere stato costretto a dare le dimissioni a seguito di minacce e vessazioni ricevute dall'amministratore della ditta appaltante e dagli alti dirigenti di Poste italiane perché aveva avanzato lamentele sulle lacune lavorative, quali:

nessun tipo di sicurezza e igiene sul posto di lavoro, obbligo a fare lavori che non competevano per contratto, presenza di lavoratori irregolari, straordinari sottopagati in nero, mezzi di trasporto mal messi e spesso senza che fossero sottoposti a revisione, forme di prelievo (assimilabili ad una vera e propria estorsione) di denaro dalle buste paga degli autisti sotto forma di rimborso, continui insulti e minacce dal personale e dai dirigenti di Poste italiane;

il cittadino riferisce di aver denunciato i fatti al dirigente sindacale, il quale, oltre a non aver fatto nulla, gli avrebbe consigliato di non disturbare gli alti dirigenti di Poste italiane che in quel momento erano occupati a preparare i nuovi appalti, in quanto avrebbe perso il posto di lavoro e che, vedendo la sua perseveranza, ha riferito a tutti gli autisti che per colpa sua e delle sue continue lamentele anche loro avrebbero perso il posto di lavoro;

Carbone denunciava presso l'Ispettorato del lavoro la presenza, all'interno di Poste italiane, di lavoratori in nero con tesserino identificativo fornito dai dirigenti di Poste italiane senza che venisse predisposto alcun controllo; inoltre, alla richiesta di informazioni da parte della Procura di Verona, il direttore ordinario Palumbo rispondeva di non aver proceduto all'ispezione in quanto nutriva forti dubbi sulla veridicità di ciò che veniva denunciato ma, nonostante ciò, non provvedeva a verificarla e/o a denunciare il cittadino per false informazioni;

il cittadino inoltre denunciava presso lo Spisal di Verona (ASL) tutte le irregolarità riguardanti la sicurezza e l'igiene nei posti di lavoro, ma veniva fatto qualche controllo solo a seguito della minaccia di Carbone cittadino di denunciare il personale della ASL per omissione di atti d'ufficio;

il cittadino dopo aver denunciato l'evasione fiscale della ditta in questione ha collaborato per mesi con la Guardia di finanza di Verona, ma anche in questo caso non sarebbe stato fatto alcun controllo;

Francesco Carbone dichiara di essere stato minacciato dagli uomini di fiducia dell'appaltante che gli avrebbero detto che era inutile mettersi contro di loro in quanto l'appaltante era il nipote di una persona che aveva avuto importanti incarichi nelle Forze dell'ordine e le persone a lui vicine erano appoggiate molto bene da un politico, in stretto contatto con i principali appaltanti del Centro-Sud Italia;

il Direttore del Triveneto di Poste italiane, Roberto Arcuri, a seguito della caparbietà del cittadino a non fare lavori che non gli competono per contratto o che vanno contro la sicurezza, mandava una raccomandata al suo datore di lavoro obbligandolo a non entrare in tutti gli uffici di Poste italiane e di consegnare il pass di entrata, in quanto elemento indesiderato;

a questo punto il cittadino avvalendosi di tutta la documentazione presenta denuncia alla Procura della Repubblica;

il cittadino Carbone lamenta che dopo 17 mesi, dopo che gli appalti erano stati riconsegnati alle stesse ditte, il capo della Procura Schinaia avrebbe archiviato la denuncia senza neanche avvisarlo, con nessuna motivazione e senza interpellare il giudice per le indagini preliminari;

il cittadino fa presente che all'epoca dei fatti, oltre a essere persona offesa dai reati, era incaricato di pubblico servizio obbligato dal codice penale a denunciare fatti di rilevanza penale;

Francesco Carbone, disoccupato da due anni, riferisce che viene deriso da tutti in quanto si è messo contro alti dirigenti pensando di avere giustizia e che gli viene negato il diritto di chiedere il risarcimento dei danni subiti;

Carbone ha presentato anche altre denunce e ha scritto ai rappresentanti delle istituzioni;

il 23 febbraio 2010 Francesco Carbone ha presentato a Verona la denuncia-querela nei confronti dei Procuratori Capo e di appartenenti ai servizi segreti e tutti coloro che avrebbero impedito, ritardato o omesso le normali procedure di indagini, occultando documenti o presentando documenti totalmente falsi;

tutte le denunce presentate, collegate alla prima denuncia archiviata, coinvolgono le Procure di Roma, Verona, Venezia, ma il cittadino continua a lamentare di non essere mai stato convocato da nessun magistrato o dalle Forze dell'ordine in merito a ciò che ha denunciato;

Carbone ritiene che sia stato leso il suo diritto di avere giustizia ed inoltre che sia stato leso l'erario dello Stato per le somme non recuperate dall'evasione fiscale denunciata, nonché quelle che sarebbero derivate dalle mancate sanzioni per lo sfruttamento di lavoro nero e le gravi carenze di igiene e sicurezza nei posti di lavoro da lui documentate, si chiede di sapere:


se il Governo sia a conoscenza dei fatti esposti in premessa;

se i Ministri in indirizzo, nell'ambito delle proprie competenze, non ritengano opportuno, alla luce di quanto esposto, attivare le procedure ispettive e conoscitive previste dall'ordinamento, anche al fine di prendere in considerazione ogni eventuale sottovalutazione di significativi profili di accertamento. (4-04154)


http://danieleandaloro.blogspot.com/


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