10 dicembre 2010

SUMMIT DI MAFIA NEL MESSINESE


Giovedì 09 Dicembre 2010

Né opera di mitomani, né depistaggio. Il documento recapitato due mesi fa alla Dia di Caltanissetta che aveva tutte le caratteristiche di una relazione riservata e nel quale si parlava di un importante summit di mafie a Messina, sarebbe autentico. I Carabinieri, infatti, hanno indirizzato le loro ricerche verso il casolare indicato nel documento come luogo di incontro per mafiosi siciliani, ndranghetisti calabresi e camorristi campani per decidere l’avvio di una nuova stagione di stragi ed omicidi eccellenti di magistrati e giornalisti.

E l’aspetto più inquitetante è che quel casolare esiste. Secondo il quotidiano “La Gazzetta del Sud” i carabinieri lo stanno cercando soprattutto a Barcellona (dove c'è l'unica famiglia mafiosa del messinese "riconosciuta" da Cosa nostra palermitana) e anche a Mistretta, tradizionale mandamento legato alla famiglia mafiosa di S. Mauro Castelverde.Gli elementi contenuti nel documento "riservato" che raccontava del summit «sono per buona parte fondati», e una delle tre procure che stanno indagando, quella di Messina, ha acquisito nuovi elementi molto importanti.Sul fronte investigativo ci stanno lavorando, con un gruppo speciale, i carabinieri del Reparto operativo di Messina, mentre il fascicolo "riservato" è gestito dal procuratore capo Guido Lo Forte e da uno dei suoi sostituti della Distrettuale antimafia, Vito Di Giorgio.È chiaro che si tratta di un'inchiesta "top secret" ma secondo gli sviluppi degli ultimi giorni, anticipati dal quotidiano messinese, una serie di sopralluoghi sono stati effettuati in una precisa zona di Barcellona e nelle campagne di Mistretta, dove potrebbe essere avvenuto il vertice tra agosto e settembre.I carabinieri in queste ultime settimane hanno anche sentito per delega dei magistrati peloritani alcune "persone informate sui fatti" e hanno anche acquisito alcune documentazioni di organismi investigativi e dei servizi segreti, che adesso sono sulle scrivanie della Procura.

Secondo il documento al vaglio delle procure, nel mirino delle cosche ci sarebbero il procuratore di Reggio Calabria Giuseppe Pignatone e il suo aggiunto Michele Prestipino. Poi il procuratore di Caltanissetta Sergio Lari, il suo aggiunto Domenico Gozzo e il sostituto Nicolò Marino, il magistrato napoletano Raffaele Cantone, in prima fila per anni nella lotta ai Casalesi e adesso in Cassazione. I palermitani avrebbero caldeggiato la richiesta fatta da un amico avvocato con interessi a Locri per «uccidere un giornalista»

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