18 dicembre 2010

WikiLeaks: Legge Romani mette a rischio Internet in Italia


Il cable #10ROME125 è originato dall’Ambasciata Statunitense a Roma. Redatto da David Thorne, Ambasciatore dell’era Obama, è una relazione su un disegno di legge che “minaccia la democrazia” e “soffoca la libertà di parola su Internet”. Il cable è datato 3 Febbraio 2010 ed è stato rilasciato il 13 Dicembre. Classificato come RISERVATO, vedrà la declassificazione solo nel 2 Marzo 2020.

Di cosa si parla in questo cable:

Sostanzialmente tutto il cable è riferito alla Legge Romani. La suddetta sarebbe stata scritta per attuare la direttiva UE 2007/65CE, ma secondo l’ambasciatore Thorne va ben oltre le direttive UE. Secondo l’ambasciatore infatti la legge:

-“minaccia la democrazia”
- “limita la libertà su Internet”
- il modo in cui è stata redatta favorisce le reti Mediaset
- mette i providers come Youtube, ed in genere tutti i fornitori di contenuti audiovisivi su Internet, alla stregua di chi trasmette via etere
- mette l’Italia nella condizione di essere “l’unico Paese occidentale a richiedere
autorizzazioni a chi opera nella diffusione dei contenuti audiovisivi su Internet,
mettendo così fortemente a rischio la democrazia, subordinando cosa può circolare e cosa non può a seconda di chi è al potere”
- “La legge vuole mettere dei limiti alla pubblicità sulle TV satellitari, cosa che va

oltre le direttive UE. Previsioni in questo senso vogliono che la legge penalizzi in
particolare il network Sky”
- Contenuti per adulti non distribuibili fra le 7 del mattino e le 11 di sera, anche sulla
pay-per-view, questo penalizzerebbe Sky in particolare che offre questo genere di servizi
-L’opinione dell’UE è di un completo FAIL nell’applicazione delle direttive
-Dopo l’attacco di Berlusconi a Dicembre (Massimo Tartaglia) e le provocazioni nate su Internet il Governo Italiano potrebbe aver deciso di usare questa legge per limitare questo genere di espressioni

Alcuni passi interessanti:

4. Antonello Busetto, direttore di Confindustria per i Servizi Innovativi e Tecnologici, un’associazione d’affari che rappresenta gli interessi delle industrie IT, ha detto che la misura potrebbe significare “la morte di Internet in Italia”.

12. “Secondo dichiarazioni ufficiali del Governo si insiste dicendo che la legge non intende minacciare la libertà di parola. L’opposizione si lamenta ed usa linguaggi allarmisti, ma fuori dall’industria della telecomunicazione i numeri appaiono piccoli. Non c’è stata una rabbia pubblica in merito e anche Beppe Grillo, una personalità pubblica che abitualmente sparla del Governo sopratutto quando si tratta di regolamentare Internet, ha detto molto poco”.

(fonte: WikiLeaks, http://213.251.145.96/cable/2010/02/10ROME125.html)

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