22 gennaio 2011

La Sicilia che resiste


di Sonia Alfano

Nel giorno in cui tutta l’Italia aspetta di sapere dalla Corte di Cassazione se l’ex Presidente della Regione Sicilia e ora Senatore della Repubblica Totò Cuffaro passerà i prossimi sette anni della sua vita in una cella per favoreggiamento alla mafia, e nel momento in cui il suo degno successore,Raffaele Lombardo, indagato per mafia, torna vergine e puro e anche un po’ antimafia grazie al valoroso Partito Democratico, io penso alla Sicilia, alle sue ferite e alla sua gente, cui con onore appartengo.La storia politica della Sicilia, letta di fretta e senza approfondimenti, racconta di un popolo prono al potere, prima con la Democrazia Cristiana, poi con gli eredi dell’Udc (quelli ancora in libertà),Mpa, Fi, PdL. Una storia fatta di clientelismo, di malaffare, di soprusi. In questa terra la legalità non è mai riuscita ad attecchire come avrebbe dovuto, nonostante i litri di sangue versati dai nostri padri che oggi non si possono nemmeno chiamare eroi per non confonderli con i mafiosi amici del premier. E proprio perchè amo profondamente la Sicilia, nonostante i momenti tragici e drammatici che mi ha fatto vivere, spesso, lo ammetto, la prima ad essere dura nei confronti della Sicilia e dei siciliani sono proprio io. A volte mi riesce davvero difficile comprendere come sia possibile che chi è nato e vissuto in questa terra magica e preziosa, svenda il suo futuro e i suoi ideali affidandosi a politici e affaristi e a politici affaristi. E quando lo sconforto prende il sopravvento mi chiedo se mai potrà cambiare qualcosa.

Per tirarmi su di morale, però, non serve molta fantasia e nemmeno una barretta di cioccolata antidepressiva; mi basta ricordare quei settantamila meravigliosi siciliani che mi hanno dato fiducia nel 2008, quando nessuno mi conosceva a tal punto da potermi ritenere una candidata all’altezza di fronteggiare i mostri, nel vero senso del termine, sacri come Lombardo e Finocchiaro. Loro c’hanno creduto.

Mi basta aprire la mia casella di posta elettronica, quella di Facebook e gli archivi del mio ufficio. Dentro c’è una Sicilia che non somiglia a Cuffaro nè al suo alter ego peggiorativo Raffaele Lombardo. Dentro non ci sono Anna Finocchiaro e quella Catania che non ci piace. Dentro, infine, non ci sono clientelismo, abusivismo e mafia.

In quelle lettere, in quegli appelli, in quei dossier c’è una Sicilia che alza la testa, ci sono uomini e donne che non si rassegnano e agiscono in prima persona, con tutti i sacrifici che questo comporta. Siciliani che non consentono alle multinazionali di trivellare il proprio mare, che denunciano i ritardi nei lavori di salvaguardia dei loro territori, che pur di far trionfare la giustizia lottano fino all’ultimo: come quella ragazza che fino al giorno prima del parto preparava il materiale per cercare di attivare l’Ue su un caso di decadenza e degrado di un patrimonio siciliano, pensando, con pari intensità, alla sua creatura e alla sua Sicilia.

Sono quei siciliani e quelle siciliane che mi ricordano, ogni giorno, che mollare sarebbe dargliela vinta. Per quanto possibile leggo tutte quelle segnalazioni, e nei momenti liberi, compresi quelli passati a casa, mentre la mia famiglia magari guarda la tv, preparo schemi e riassunti da sottoporre al mio staff per dare risposte vere, soddisfacenti e concrete a tutte. Molte volte ci riesco nell’immediatezza, mentre alcune richiedono tempi lunghi, ma mai, lo assicuro, lascerò che un urlo cada nel vuoto. So bene che anche chi mi scrive e mi accusa di averlo abbandonato, di aver trascurato le sue battaglie, lo fa come estremo atto d’amore per quelle cause, e per questo merita il mio assoluto rispetto.

Oggi ci sono uomini e donne che non sono in vendita in Sicilia. Ci sono ideali e principi che non moriranno mai. Ci sono ragazzi e ragazze che per difendere idee e territorio perdono il loro lavoro, e quelli che un lavoro non lo troveranno mai perchè troppo “esposti”. La cittadinanza attiva non è un hobby, non è un passatempo; è una scelta di vita che porta sempre a perdere qualcosa, a volte il saluto dei più, a volte, molto di più. E’ per questi siciliani che troverò sempre il tempo di ascoltare, di leggere e di analizzare, è a loro che presterò la massima attenzione, perchè amano la Sicilia come me e non meno di coloro che per difenderla hanno sacrificato il bene più prezioso.

fonte: http://www.soniaalfano.it/

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